Ferrara Summer Festival feat. Megadeth (Ferrara, Piazza Ariostea 14.06.2026)


Siamo arrivati ai 50! Anni, non le volte in cui ho visto i Megadeth. Anche quelle sono tante, ma mai quanto gli anni che pesano su un groppone. Per l'occasione, la città di Ferrara ha allestito due giorni di festa: la prima, quella di ieri con la data degli APC, la seconda, con questo mini festival metal, il primo in assoluto a Ferrara. Considerando che i Deth erano il mio gruppo preferito da ragazzino, festeggiare "50 years of evil existence" con il loro ultimo tour mi sembra più che appropriato, oltretutto nella città in cui risiedo e sicuramente tirerò le cuoia.


Tanti grossi nomi, alcuni molto noti e già visti, anche più volte, altri minori, ma tanto attesi come i Gaerea. Da dove partiamo? Non certo dal descrivere la location, già collaudata in ambito metal con le gig potenti dello scorso anno. I primi ad aprire il festival sono i nostrani Game Over, band di culto del panorama heavy nazionale di cui solo oggi scopro la provenienza ferrarese. I GO fanno il loro set sotto la luce di un pieno sole. Io me li perdo, anche se con un po' di rammarico. Le temperature padane iniziano ad aumentare. Quando arriviamo l'arena è comunque già piena di spettatori.

Gaerea: li aspettavo come ogni nome nuovo della new black metal wave e finalmente li ho qui davanti. Mascherati, in pieno sole. Non certo quello che ti aspetteresti da un festival estivo. Le loro sonorità sono particolari, come del resto il loro outfit. Da rivedere in un locale buio e cupo, al freddo.

Ecco i fratelli Cavalera, Max e Iggor, ovvero i Sepultura, quelli veri. Aspettavo da tanto tempo la loro venuta con il set di Chaos A.D. e finalmente eccolo qui, dopo aver visto i precedenti dedicati ad altri album della storica band brasiliana. Vai con Territory (bellissimo l'intro di batteria eseguito da un Iggor in piena forma), Propaganda, Biotech, Nomads, Amen e l'opener Refuse/Resist. Colpevolmente saltano la song più attesa dal sottoscritto, The Hunt dei New Model Army, qui ignorata con mio totale disappunto rispetto alle altre loro performance precedenti. Forse la vera sorpresa della giornata sono loro, ma questa mancanza me li ha fatti odiare. Ad ogni modo una gig da ricordare, se non altro per il fatto che Max non bestemmia nemmeno una volta.


Black Label Society: ritorno a vedere lo zio Zakk dopo un bel po' di tempo. Sempre selvaggio, con quella attitudine sabbathiana che lo contraddistingue. Un vero cavernicolo del metal, con qualche strizzata d'occhio ad Ozzy (omaggiato più volte, soprattutto con la cover di No More Tears) e qualche vecchio pezzo che vale sempre la pena ascoltare. Il caldo insistente non ferma i suoi irriducibili fan, trascinati dalla sua possenza e dal suo shred monolitico.

Gli Anthrax sono, ahimè, il gruppo che attendo di meno. Non mi aspetto grandi cose da loro, ma solo come buoni comprimari del gruppo che verrà dopo. Ne approfitto per mangiare e bere nei vergognosi e affollatissimi truck, simbolo di un'organizzazione italiana sempre pessima e menefreghista verso i bisogni dello spettatore. I primi pezzi arrivano da lontano alle mie orecchie, gli altri me li godo a buona distanza prima di affrontare il vero ostacolo della giornata. Nessuna sorpresa, a parte il singolo del nuovo, imminente album di cui non smanio l'ascolto e Keep it in the family, bello averla ripescata dopo un lasso di tempo indefinito. Ad ogni modo, bella prova per l'ultima band del Big Four.


La giornata odierna si chiude con l'ultima data italiana in assoluto dei Megadeth di Dave Mustaine, un commiato che ha tanto l'amaro in bocca. Tristezza, ma un finale comunque migliore rispetto al trascinarsi fino alla morte. Oltre ai soliti pezzi, ne aspetto soprattutto 2, ovviamente ripescaggi da Countdown che non ricordo di avere mai visto in sede live (non è vero! La memoria inizia a giocare brutti scherzi. Nda). This was my life è bellissima, uno di quei tanti pezzi che i Deth non ripescano più. Ma forse la vera sorpresa è la presenza di Countdown to Extinction eseguita verso la fine del set. Qualche vecchio e nuovo pezzo completano una gig fantastica, con un Dave ancora sul pezzo anche se talvolta non supportato dal pessimo suono del festival, una delle vere e proprie piaghe della manifestazione. Come ai vecchi tempi, ho seguito la loro prova schiacciato in seconda fila, vittima di un mosh a tratti piuttosto violento che si è ripercosso su tutto il fronte. Anche oggi si chiude un po' prima delle undici, dando la possibilità di sfollare un'arena da 18mila persone presenti dal pomeriggio presto. 

Un festival riuscito, o quasi, che ha dato conferma delle solite pecche organizzative ma che si salva grazie alla performance di certe band. Qui a Ferrara, o stai nel Golden Circle o non vedi ne senti nulla. Sappiatelo! ... e non mangiate.

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