Linkin Park (Firenze, Ippodromo Visarno Arena 26.06.2026)



Premessa:

Non me li sono mai calcolati con Chester.
Non li ho mai seguiti veramente, a parte i primissimi album.
Non sono certo tra le mie band preferite.

Mistero! Sono qui presente oggi, nella scomoda bolgia della Visarno Arena, ovvero la terribile location del Firenze Rocks, per vedermi una band nella sua seconda versione, quella con la nuova singer, la bravissima e bellissima Emily Armstrong, al posto di Bennington. Incredibile, ma vero.

... altra trasferta che mi porterà ad avere, il giorno dopo, solo tre ore di sonno. Si sa: ai concerti non si comanda! L'arena è sempre lì, con il suo pit enorme, le sue vie d'accesso e deflusso lunghe e scomode, i suoi prezzi da rapina in banca (arrivando a pagare 10€ una lattina di birra o una falsa spina 9). I nuovi LP hanno raggiunto il sold out di 60 mila persone. C'è gran voglia di rivedere la band per il secondo anno consecutivo con la nuova formazione e l'ultimo disco, ormai uscito da un anno, ancora in rotazione nelle migliori classifiche.

I Linkin Park partono con mezz'ora di ritardo. Un ulteriore countdown di 10 minuti ci porta più avanti con l'orario, in uno show che arriverà alle due ore, ma non oltre. Pubblico in delirio. Una band in piena forma davanti a tutti i loro fan fa il suo compito e lo esegue con la massima precisione. La dipartita di Chester ha lasciato un vuoto che non poteva non essere colmato, pertanto la nuova versione della band ha finito con il rispecchiare il desiderio dei loro adepti, non trovando un sostituto vero e proprio ma un'ulteriore, valida alternativa. Nonostante dunque l'assenza del loro carismatico singer, il combo ha saputo portare una ventata di aria nuova alla loro proposta, compiendo un piccolo rischio: far interpretare i pezzi vecchi e nuovi ad una cantante donna, ma perfettamente dotata. Non manca cerco la voce ad una come la Armstrong, capace di utilizzare un timbro vocale pulito come urlare nello stile del suo predecessore. Emily mi fa una buona impressione, al contrario dei suoi compagni che assomigliano sempre ad una boy band di pop rock.

Se da una parte convincono, dall'altra non riescono mai a coinvolgermi, come dovrebbe fare una band del loro calibro. Mike rappa e cerca di prendersi più volte la scena, soprattutto grazie alle loro hit di successo. Emily è una buona cantante, ma ad oggi non ha la forza di Bennington. Le loro esecuzioni dal vivo sono ottime, ma manca quel livello di superiorità visto in altri gruppi. Per chi cerca il canto facile, troverà un concerto nelle sue corde, ma non certo nelle mie.

Il caldo esagerato e l'organizzazione penosa di questa arena non ferma comunque l'orda di fan presenti oggi nonostante le condizioni climatiche proibitive, a cui viene servito il prodotto giusto per realizzare i propri desideri.

E comunque, chi sono io per criticare una formazione del genere? Due ore di musica, 27 pezzi scorrono velocemente, alternando parti di pura adrenalina con sterzate brusche che rallentano, forse troppo, il ritmo. Un plauso va comunque ad una band piuttosto professionale, autrice di una prova impeccabile.


Si ritorna a casa, in un'autostrada che all'andata era congestionata dal traffico e ha reso difficile la discesa nella città fiorentina. Ci vuole un'ora abbondante per raggiungere la macchina una volta finito il concerto e diverso tempo per lasciare Firenze. Siamo sopravvissuti ancora una volta alla Visarno Arena e al suo deflusso, contro ogni piano di sicurezza vigente per questo tipo di eventi. l'Italia è questa, e queste sono le sue carenti location.

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