C.S.I. (Parco storico di Montesole, Marzabotto 28.08.2026)
Una reunion che aspettavo da tutta la vita! Saranno passati forse 25 anni da quando i C.S.I. - Consorzio Suonatori Indipendenti, nati da una costola degli storici CCCP, si sono sciolti e hanno lasciato un vuoto incolmabile all'interno della musica italiana. Oggi, dopo la reunion dei primitivi CCCP, i tempi sono maturi anche per loro. Un piccolo tour, proprio in quei luoghi che ne hanno decretato la loro storia, è stato messo in cantiere, in modo da saggiare la risposta del pubblico ad un loro rientro… e la risposta è stata davvero sensazionale.
La prima data, sold out, seguita subita da una seconda, è stata messa proprio in quella Monte Sole storicamente importante, proprio dove tutto era finito. Il luogo sacro è stato inoltre omaggiato dalla canzone omonima in setlist, prodotta da quel gruppo (i PGR) che ha continuato l'eredità dei C.S.I., come lo erano stati i CCCP per loro.
E proprio la location si è rivelata piuttosto particolare, sicuramente suggestiva ma alquanto inadatta per un concerto di questo calibro. Le vie di accesso al Parco, situato a sud di Marzabotto in pieno pre-Appennino, vicino a quella Linea Gotica tanto cara alla band, sono soltanto due: la prima raggiungibile da Marzabotto soltanto con la navetta, la seconda da sud mediante una stradina in salita che si conclude con un parcheggio sull'erba a prenotazione. Inutile dire che, per i fan dell'ultima ora, la coda è stata piuttosto lunga e la loro frizione è stata messa a dura prova. Lo stesso Maroccolo si è scusato per il ritardo dello show di ben 35 minuti proprio perché dovevano aspettare ancora 400-500 persone mancanti all'appello. Lodevole, per carità, ma disdicevole. Il palco, situato sotto una struttura in legno a capo di un anfiteatro naturale su un colle, è troppo basso, tanto da far vedere la band soltanto a quelli delle prime file e a quelli in fondo, ma con un binocolo. I suoni sono comunque stati buoni, il concerto davvero suggestivo e strepitoso. Fortunatamente sono riuscito a piazzarmi in prima fila sulla sinistra, davanti alla band. Ma per sfortuna ho avuto il viso del solo Ferretti coperto da una trave di legno per tutta la durata dello show. Meglio di niente.
Si parte con In Viaggio, una delle loro canzoni più belle, e si proseguirà praticamente senza sosta, bis esclusi, per più di 2 ore di show. La setlist non poteva essere migliore, spaziando da tutti i lavori della band e con solo tre cover, già presenti nel loro repertorio. Soltanto una canzone dei CCCP, ma forse è stato meglio così. E la band? I nostri vecchi sono in forma. Lindo Ferretti rimane seduto per tutta la durata dello show, scherzando pure sulla situazione con il suo tipico humour. La Di Marco, in perfetta sintonia con Giovanni, è sembrata quella più viva di tutto il gruppo, resa addirittura più partecipe nei suoi pezzi vocali rispetto al periodo precedente. Gli altri, beh, sono un po' acciaccati ma sempre dei vecchi lupi da palcoscenico. I C.S.I. sono sempre stati una squadra ben amalgamata e vincente!
Il set passa da pezzi più veloci ad atmosfere più intime, fra distorsioni sonore ed arpeggi semplici ma lineari. Inquieto mi ha sempre emozionato, Cupe Vampe è suggestiva con quel suo lento incidere. Ma è con Forma e Sostanza o la bellissima Unità di Produzione che il pubblico inizia davvero a scatenarsi. C'è posto anche per la più bella cover di Battiato, un rimasuglio dei CCCP e l'ipnotica Fuochi nella notte. I bis iniziano con la sentita Montesole, due colpi sui denti come Matrilineare e M'importa na sega, e la conclusiva Buon Anno, un monologo di Ferretti. Gli ultimi, veloci saluti ci interrogano su quale futuro potrà avere ancora una band di questo calibro. Ma siamo sicuri che lo avrà, o sarà soltanto un raggio nel buio? Ho aspettato tanto questo giorno... e solo raramente chi aspetta viene ricompensato.
Il deflusso post concerto mi ha preoccupato seriamente, visto che i parcheggiatori hanno piazzato le macchine all'interno del parcheggio non molto bene, chiudendo diversi passaggi. Sarebbe stato impossibile per una persona automunita andarsene prima del concerto. Tuttavia le persone, una volta in macchina, hanno saputo crearsi da soli dei buoni corridoi per uscire dall'unica uscita disponibile, facendo lo slalom tra quei veicoli ancora fermi in attesa dei loro proprietari. Il rientro è stato quindi più breve del previsto.
Conclusioni: un concerto magnifico, forse uno dei più belli ed importanti dell'anno. Un'altra lacuna da colmare è stata colmata! Ed ora?
Setlist
Intro : Noi non ci saremo (Francesco Guccini)
In viaggio
Occidente
Del mondo
A tratti
Inquieto
Cupe vampe
Linea gotica
Irata
Esco
Bolormaa
Blu
Forma e sostanza
Brace
Ongii
Unità di produzione
E ti vengo a cercare (Franco Battiato cover)
Depressione caspica (CCCP – Fedeli alla linea cover)
Fuochi nella notte
Montesole (Per Grazia Ricevuta cover)
Matrilineare
M'importa ‘nasega
Buon anno ragazzi



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