22 novembre 2017

Helloween (Assago, Mediolanum Forum 18.11.2017)

Non mi ricordo se ho già parlato degli Helloween in qualche post precedente, perciò riassumerò in poche parole alcuni concetti essenziali per poter leggere questa breve recensione del concerto di ieri di Assago. La band tedesca, con alle spalle una carriera ormai più che trentennale, è stata uno dei capisaldi del power metal europeo dei primi anni '80. I loro primi dischi sono stati osannati e riveriti da una marea di fans del Metal, tanto che ancora oggi possono vantare un nutrito seguito. Dal mio punto di vista, la band ha cessato però di esistere dopo l'abbandono del singer Michael Kiske. Dunque, in poche parole, non ho mai amato l'era di Andi Deris, seppur bravo e autore di dischi onesti dal punto di vista qualitativo. Gli Helloween hanno avuto un solo periodo d'oro, non me ne vogliano i fans incalliti di questa band. Senza Kiske e Kai Hansen, il chitarrista storico e prima voce della band, non esistono Helloween.

14 novembre 2017

L.A.Guns (Marghera, Teatro Aurora 12.11.2017)

Quanto tempo è passato da quando Phil Lewis, orfano di Tracii Guns, aveva suonato al Legend 54 di Milano davanti a... nessuno? Mi trovavo a Milano per caso, più di 10 anni fa, e la decimata formazione degli L.A.Guns di quel periodo aveva fissato una data nel piccolo locale milanese, praticamente vuoto, in un concerto che ricordo come il più triste in assoluto. Nonostante la scarsissima affluenza, Phil e soci avevano fatto uno show discreto, soltanto per premiare i pochi fan che erano venuti a vederli nonostante tutto. E' passato davvero tanto tempo da quando Phil, proprio su quel palco, mandava a quel paese il suo ex compagno di scuderia, Tracii Guns, senza usare mezzi termini. Ma il tempo, si sa, fa miracoli. Guardate gli stessi cuginetti, tali Guns n'Roses...

13 novembre 2017

Hardcore Superstar + Fozzy + more... (Roncade, New Age Club 11.11.2017)


Ogni tanto bisogna andare a rivedere gli Hardcore Superstar! La mia anima tormentata ne ha bisogno, almeno per cantare quelle vecchie, sporche canzoni insieme a quel diavolo di Jocke Berg e soci. E' stata un'altra occasione per ritornare in una location in cui manco già da qualche anno, non certo vicina a casa mia ma non impossibile da raggiungere. Questo hobby comporta sacrifici, vero, ma in linea di massima vengono tutti ripagati una volta che sei arrivato sul luogo del concerto.
La serata di oggi, in un New Age Club avvolto dalla nebbia padana e da un'umidità che supera ogni livello umano concepibile, è quasi un mini festival, con ben quattro band in cartellone. Si va da Madame Mayhem, piccolo clone dei più fortunati Lacuna Coil, fino alla band già citata in precedenza. Il New Age, per chi non avesse letto qualche post precedente, non è altro che una piccola discoteca adattata ai concerti, con un palco non tanto largo ma abbastanza accettabile sotto ogni aspetto. L'acustica, pure quella, risulta buona, senza andare su livelli particolarmente eccelsi.

12 novembre 2017

W.A.S.P. + Rain (Bologna, Estragon 08.11.2017)

L'ultima volta che ho visto gli W.A.S.P. mi trovavo a Pordenone, due anni fa, nonostante avessi perso la data di Bologna all'Estragon di pochi giorni prima. Il gruppo di Blackie Lawless è ormai un aficionado del locale bolognese, tanto da mettere una data nel tour del 2017, in occasione del 15° anniversario di "The Crimson Idol", album tanto amato dal caro Blackie. Non è la prima volta che omaggia tale album, ma ho la fortuna di non aver mai visto questo tipo di show prima, così da non fare un inutile doppione. Chi ascolta HM da bambino ama senza condizione gli W.A.S.P.! Blackie è un'icona del genere, come può esserlo il compianto Lemmy o Tony Iommi. Nonostante l'età e il fatto che non se la porti tanto bene, Lawless cavalca ancora i palchi di tutto il mondo con il suo viso scavato, la sua pancia prominente e i suoi capelli lunghi e spettinati (spero ancora originali. nda).

6 novembre 2017

Nick Cave & The Bad Seeds (Padova, Kioene Arena 04.11.2017)

Ci sono pochi concerti ormai che riescono a suscitare nel sottoscritto emozioni forti. Questa estate, vero, ho potuto vedere finalmente artisti del calibro di Rolling Stones, Guns n'Roses e Depeche Mode, tanto per citarne alcuni. Ma, in tutta onestà, lo spettacolo di questa sera è andato al di sopra di tutte le mie aspettative.
Non conosco bene la discografia di Nick Cave e dei suoi Bad Seeds. Conosco le canzoni più importanti e spesso accendo YouTube e metto uno dei suoi pezzi, tanto per tenermi compagnia utilizzando la giusta atmosfera. Sapevo che avrei assistito ad un grande show, ma che fosse di un livello davvero alto... beh, questa è stata la vera sorpresa. In passato sono riuscito a perdermelo per ben due volte, ma per questo giro avevo promesso a me stesso che non me lo sarei lasciato sfuggire a qualunque costo. Nonostante dunque la presenza, nello stesso giorno, di altri due concerti importanti, optare per Nick è stata la scelta più azzeccata e spontanea, una delle poche della mia vita.

29 ottobre 2017

Dead Kennedys (Bologna, Zona Roveri 27.10.2017)

Ok, non c'è Biafra... però ascoltare le canzoni dei Dead Kennedys suonate da due membri originali dei Dead Kennedys ha sempre il suo fascino. Ho visto Jello Biafra, storico cantante di questa band, qualche anno fa sempre a Bologna insieme al suo gruppo solista. Biafra è un bel personaggio, niente da dire, ma a parte qualche canzone del suo ex gruppo il resto era tutto incentrato sui suoi School of Guantanamo (si chiamavano così? nda). Volete mettere sentire ancora una volta le songs del gruppo punk californiano per antonomasia?
L'anno scorso avevo perso i DK di poco, anche perchè se ben ricordo la location era la lontana, scomoda e affascinante Pinarella, Rock Planet. Questa volta ne ho approfittato dell'occasione, vista la vicinanza della solita Zona Roveri a casa mia.

27 ottobre 2017

Eluveitie + Amaranthe + The Charm & The Fury (Parma, Campus Industry Music 25.10.2017)

Una trasferta a Parma è sicuramente una novità per chi, come me, gira un po' l'Italia del nord per concerti. I locali, si sa, sono sempre gli stessi e hanno una vita che prevede dei cicli annuali: nascono, vivono e purtroppo muoiono. In questi ultimi tempi piccoli locali di Bologna stanno coprendo il fabbisogno minimo di show grazie a locali non certo capienti. Parma, città un po' fuori mano dal solito giro, sta tentando di inserirsi nel sistema grazie a una buona programmazione del suo Campus Industry Music, locale situato in periferia con ampio parcheggio che dal mio punto di vista si è rivelato una grossa sorpresa. Capienza buona, palco non troppo alto ma abbastanza largo... si, potrebbe essere un'alternativa ai soliti locali di Bologna e Milano, chiamando in causa ogni tanto il New Age di Roncade e il Rock Planet della lontana Pinarella.

24 ottobre 2017

Saint Vitus + Mos Generator (Bologna, Freakout Club 10.10.2017)

Arrivo a Bologna giusto per vedere metà set dei Mos Generator, visto che avevo un impegno preso in precedenza a cui non ho voluto rinunciare. Fino all'ultimo ero indeciso se andare o no a questo concerto, ma la fama dei Saint Vitus, band culto del doom metal dei primissimi anni '80, mi ha dato quella scossa di cui avevo bisogno per affrontare il doppio impegno del giorno in questione. I SV sono un'icona del genere e hanno passato diversi anni e generazioni in giro per il globo con il solo scopo di insegnare il doom alle genti.

14 ottobre 2017

Satyricon + Suicidal Angels (Bologna, Zona Roveri 07.10.2017)


Non ero proprio convinto di andare a vedere i Satyricon, lo devo ammettere! Non seguo molto la band in questione, ma la mia sfortunata carenza di impegni, tuttavia, mi ha favorito nel riconsiderare la scelta in questione, andando così a vedere il solito, bellissimo quanto inaspettato concerto.
Andiamo con ordine: black metal, Norvegia, atmosfere cupe e dark. Si, forse non sono poi così male! I pochi pezzi che ho avuto la fortuna di ascoltare per prepararmi all'evento mi hanno convinto abbastanza. Non sarà peggio di altri...

6 ottobre 2017

Windhand + Satan's Satyrs (Bologna, Freakout Club 05.10.2017)

Devo constatare che ultimamente Bologna è diventata la città di riferimento per i concerti di modesto livello in quanto ad affluenza di pubblico, grazie anche a locali come il Freakout Club, il Locomotive, l'Alchemica o il Kindergarten. Avremo un inverno ricco di impegni interessanti, questo è sicuro! In una città come Bologna è molto importante avere un luogo dove andare la sera dove ci siano concerti a prezzi modesti, soprattutto di band internazionali. I Windhand sono un classico esempio di quello a cui mi voglio riferire: un gruppo di culto dello stoner doom mondiale, un biglietto a prezzo onesto. Mi sto trovando ultimamente a prediligere questo tipo di concerti, piuttosto che a quelli da folle oceaniche in stile Stones. Esci di casa all'ultimo momento, vai e torni. Zero fila, zero programmazione, se non un minimo.

28 settembre 2017

Voivod (Bologna, Freakout Club 27.09.2017)

Quest'anno, oltre agli Stones, sono riuscito a recuperare anche un altro concerto che mi ero perso negli anni precedenti: quello dei Voivod! E' vero che i Rolling Stones e i Voivod sono due pianeti diversi, ma lo scorso anno ho avuto una serie di vicissitudini negative che mi hanno portato a saltare forzatamente il loro concerto, da me atteso con trepidazione. E' vero anche un altro fatto: gli Stones non li avevo mai visti prima, i Voivod si! Ma che volete: al rock non si comanda! Il quartetto canadese, già presente in terra italica lo scorso anno, non ha ricevuto in quel di Bologna un'affluenza cospicua, tanto che hanno dovuto spostare il concerto nel più piccolo Freakout Club, location di davvero modeste dimensioni. Ma, come per il live dei Sick of it All dello scorso anno, i concerti migliori si hanno proprio in questo tipo di locali. Poca gente, vero, ma buona!

26 settembre 2017

The Rolling Stones (Lucca, Mura storiche 23.09.2017)

Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts: quattro nomi che sono sinonimo di rock, di quello più puro ed ancestrale. I Rolling Stones, si sa, sono il rock per antonomasia, come del resto i Led Zeppelin oppure i Deep Purple. La band di Keith Richards, a distanza di anni, tiene ancora botta, organizzando tour infiniti, girando il globo e continuando a stupire milioni di fan di tutte le generazioni senza badare alla loro età, infischiandosene di tutte le leggi della natura. Questi quattro "vecchietti", ancor oggi, danno da mangiare alle band di nuova generazione. Basta guardare come si muove Mick sul palco: non sembrerebbe uno pronto per l'ospizio più vicino a casa vostra! Gli Stones sono uno di quei gruppi da vedere almeno una volta  nella vita. Qualche anno fa persi la scomoda data romana al Circo Massimo per ovvi motivi lavorativi, ma quest'anno il biglietto per Lucca non potevo certo non timbrarlo. Tanta attesa, troppa, per uno di quegli eventi di cui non puoi fare a meno, rimembrando che, vista la loro età, questa può essere effettivamente l'ultima occasione per vederli in giro... Poi, chi lo sa! Per adesso sono gli altri a morire...

16 settembre 2017

Ritmo Tribale (Milano, Circolo Magnolia 14.09.2017)

Quanto tempo è passato da quella volta a Siligo, Sardegna? Edda se n'era andato da poco... ed i Ritmo Tribale passati in mano a Scaglia erano ospiti della festa del suddetto paese, non so come ne perchè! I Ritmo Tribale, sappiatelo, sono un mio vecchio pallino. Loro sono il rock italiano! Non quello che viene spacciato oggi come tale. Ma per una serie di sfortunati eventi non sono riusciti ad andare oltre le loro aspettative, complice un paese che non li ha apprezzati ne li ha spinti nei punti alti delle classifiche. Evito l'ennesima condanna, musicale e non, di un paese che non vale nulla! Lasciamo spazio ad un mito che ancora oggi permane, un gruppo che nei bassifondi (esagerato! nda) ha tantissimi estimatori che ancora oggi si ricordano le loro canzoni a memoria. Edda, il loro storico cantante, è ormai acqua passata. I Tribali oggi sono ritornati per uno di quei pochi show che rimarranno nella memoria dei presenti, e nei rimpianti di tutti quegli sfigati che non sono potuti venire o che hanno preferito fare altro.

15 settembre 2017

Metalitalia.com Festival 2017 - Day 2 (Trezzo sull'Adda, Live Club 10.09.2017)

Nonostante le passate edizioni di pregevole fattura, devo confessare mestamente che questo è il mio primo Metalitalia.com Festival. Gli anni scorsi non ho potuto presenziare per motivi diversi, in primis la lontananza della location dalla mia residenza precedente, oltre al fatto, ammettiamolo, che ho sempre dato la precedenza a molti altri concerti. Quest'anno, vista la presenza dei Death SS, mai visti prima, e dei Samael non ho potuto dire di no, sacrificandomi come ai vecchi tempi in fatto di chilometri, poco sonno e levatacce mattutine per andare a lavorare il giorno dopo.
Il Live Club lo conosco bene. Scorrete gli ultimi post e capirete. Il mio arrivo era preventivato per i Goblin di Claudio Simonetti, ma alla fine non ci siamo stati dentro i tempi di viaggio e ho potuto ammirarli soltanto per alcune soundtracks, come quella di "Opera" o la più famosa "Profondo Rosso", temi che non hanno certo bisogno di presentazioni. Peccato, anche perchè ho visto il pubblico apprezzare il tutto e le opere di Simonetti mi sono sempre piaciute. Prima o poi dovrò andare a colmare questa lacuna.

9 settembre 2017

Padova Metalfest - Day 2 (Torreglia, Lago Verde 05.08.2017 )

Il Padova Metalfest cresce di anno in anno! Ogni volta, la kermesse estiva che si svolge a Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei, riesce ad accaparrarsi un headliner importante. Lo scorso anno, Blaze Bayley, ex cantante di breve corso degli Iron Maiden, aveva incantato con la sua bravura e la sua professionalità. Quest'anno i nomi "grossi" sono quelli di Cadaveria e Tygers of Pan Tang. Io ho assistito alla sola giornata di sabato, con in testa il gruppo italiano.
Il PMF, se pur piccolo, risulta sempre affascinante, localizzato in un'area adibita a ristorante, con un laghetto di fianco e tanto verde. Stand, birra, punti ristoro e molto altro lo completano e rendono l'atmosfera casereccia; non è un grandissimo festival e non raccoglie tantissimo pubblico, ma la sensazione è quella di un'organizzazione che cresce di anno in anno, una chicca in un luogo dove praticamente gli eventi di questo genere sono rari.

6 agosto 2017

Max & Iggor Cavalera (Bologna, Zona Roveri 31.07.2017)


Dopo aver perso la data di novembre al Live di Trezzo, ho la fortuna sfacciata di beccarmi il "Return to Roots" proprio a Bologna; show dove i fratelli Cavalera, accompagnati dai loro fidi gregari, hanno riproposto in sede live il mitico album "Roots", uscito vent'anni fa (mi sembra ieri....) e caposaldo della discografia dei Sepultura, quelli veri. Ho sempre adorato "Roots", definendolo l'apice della crescita musicale del gruppo brasiliano, passando da "Beneath the remains" fino al suddetto album. Non per niente l'uscita di tale capolavoro è coincisa con il punto di massimo livello raggiunto nella carriera dei Sepultura, fino allo split con Max Cavalera e al loro inevitabile declino. Uno show di questo calibro non può dunque essere ignorato dai vecchi fans della band. Se da una parte la presenza di Max in sede live, come pure la sua voce, è alquanto crollata, da una parte la sua sete di musica non si è mai spenta, spingendolo a suonare, insieme alla sua famiglia e a una serie di numerosi progetti, intorno al globo terrestre. Se questa data ha posto un tassello per recuperare il sold out di Trezzo di alcuni mesi fa, risulta invece incomprensibile la decisione di inserire un'altra data, sempre al Live Club, il prossimo dicembre. Misteri del marketing...

5 agosto 2017

Colony Open Air 2017 - Day 1 (Brescia, Palabrescia 22.07.2017)

Piccolo, grande festival, il Colony Open Air è sempre un sinonimo di garanzia. Vuoi perchè il piccolo circolo Colony di Brescia, in questi anni, ha portato più eventi di un qualunque locale del nord Italia; vuoi perchè le band in cartellone sono davvero di pregevole fattura. Nomi grossi, importanti, forse anche troppo per un festival nostrano! Per tutte queste ragioni e per molte altre, li si perdonano tutte quelle note disorganizzate che anche un festival di questo genere porta dietro di sè...
Già, perchè la gestazione del festival in sè, sappiatelo, non è stata piuttosto facile. Ad esempio: i due palchi gemelli prima in cantiere sono stati ridotti ad uno nelle ultime ore, come lo spostamento del festival in una struttura al chiuso piuttosto che all'aperto (scelta alla fine azzeccata, visto il gran caldo esterno, al contrario di un locale perfettamente climatizzato. nda), rendendo il tutto poco "open". L'annullamento di uno degli headliner, dicasi Morbid Angel, sostituiti in extremis dai grandissimi Carcass. Le setlist ridotte vista la mancanza del secondo palco, anche se gli organizzatori hanno fatto di tutto per minimizzare i tempi di cambio stage e soundcheck. Tutto questo ha influito non poco sulla qualità generale del COA 2017, ma allo stesso tempo è stato "sopportato" in funzione dei grandi show che abbiamo avuto la fortuna di vedere, dal mio canto riferito a quelli della sola giornata di apertura. Andrò a descrivere piuttosto brevemente questa giornata, non soffermandomi troppo sulle performance di ciascun artista.

8 luglio 2017

Suicidal Tendencies (Padova, Sherwood Festival 04.07.2017)


Per il sottoscritto è finalmente arrivato il turno di vedere anche i Suicidal Tendencies! La storica formazione thrash-hardcore di Venice, California, capitanata da Mike Muir, unico superstite della band originaria, continuava a sfuggirmi durante diversi inverni, sempre spalla di qualche gruppo che attraversava la penisola in tempi non certamente favorevoli per andare a vederli. Le mie trasferte dal territorio sardo sono sempre state oculate e non ho mai trovato l'occasione adatta per dare a questa band l'importanza che merita.

2 luglio 2017

Depeche Mode (Bologna, Stadio Dall'Ara 29.06.2017)


Dopo tutti questi anni in cui li ho messi in coda a una fila di concerti, oggi è venuto il momento di mettere un altro mattone nel (mio) muro. Come tutti ormai sanno, sono un appassionato di musica rock, dall'hard rock classico all'heavy metal, dal black a diversi altri sottogeneri, non disdegnando tutte le varianti più interessanti e sordide. I Depeche Mode sono un capitolo a parte: non mi posso annoverare come uno dei loro più grandi fan, ma li ho sempre apprezzati! La band elettropop di David Gahan mi ha sempre strizzato l'occhiolino, ma io come una di quelle grandi gnocche attirate da altri lidi ed opportunità l'ho sempre ignorata, confusa e distratta da ben altre sirene...

30 giugno 2017

Queensryche (Bologna, Zona Roveri 28.06.2017)

I Queensryche sono sempre stati uno dei miei gruppi favoriti! Ho passato un'intera giovinezza ascoltando capolavori come "Operation: Mindcrime" e quel piccolo gioiellino che è "Empire" ed ancora oggi mi trovo a riascoltarli spesso. Il gruppo di Geoff Tate & Co. era una di quelle band destinate al successo, con diversi ottimi dischi all'attivo e tutte le carte in regola per raggiungere l'Olimpo di mostri sacri come Iron Maiden e Rush. Tuttavia qualcosa è andato storto. Qualche album al di sotto delle aspettative, una carriera gestita piuttosto male e le continue divergenze tra i membri storici della band, con la prematura dipartita di un chitarrista di spessore come Chris De Garmo, hanno minato definitivamente i sogni di gloria dei Ryche. Oggi la band di Seattle continua a riprovarci, annoverando tra le sue fila l'ex Crimson Glory, Todd La Torre, un buon cantante ma senza il carisma dell'eccentrico Tate. Risultato: oggi i Queensryche sono una band dal successo e dal pubblico ridimensionato, in balia di vecchi fan e nostalgici del colosso che un tempo furono. I nuovi dischi della compagine americana sono discreti, ma niente in confronto al loro glorioso passato di un tempo.

25 giugno 2017

Eddie Vedder + Glen Hansard (Firenze, Visarno Arena 24.06.2017)

Metti un sabato che non hai niente da fare, l'umore che non è proprio ai massimi livelli e un caldo afoso che avvolge la tua Ferrara fino a 40°C ed oltre... Prendi la macchina e vai a Firenze per vedere un concerto che non avevi messo in cantiere. Inizia così un pomeriggio e una serata sotto il sole della Toscana, dentro un'arena ricavata da un ippodromo con dentro 40 mila persone semi-vestite che combattono contro il caldo di questi giorni. E' la prima volta per me in questa location: uno spazio ampio dove quest'anno si svolge il "Firenze Rocks", festival neonato che ospita un bill piuttosto ricco che ha reso Firenze il punto di riferimento del rock del 2017, in barba a Milano e alla spenta Bologna. L'organizzazione è sempre quella: non è mortale come il Sonisphere dei Metallica alla Assago Arena di qualche anno fa, inadeguata come i Guns a Imola dei primi di giugno, ma qualche piccolo progresso lo stiamo facendo. Lasciamo perdere il sole cocente e l'assenza di ombra, anche perchè non siamo dentro un palazzetto, o la difficoltà a trovare parcheggio nelle immediate vicinanze (io ho avuto una fortuna fin troppo sfacciata! nda). La Visarno Arena, nel Parco delle Cascine, è ampia, lunga e non è affatto male per contenere eventi di questa portata. Se metti il fatto che il sound era accettabile, possiamo dire che la location è stata promossa con un'ampia sufficienza, cosa rara in questo paese.

11 giugno 2017

Guns n' Roses + The Darkness + Phil Campbell's (Imola, Autodromo 10.06.2017)

Finalmente il giorno è arrivato! Sono passati diversi anni dall'ultima volta in cui Axl, Slash e Duff si sono esibiti insieme sotto il monicker dei Guns n' Roses, una delle band più grandi del pianeta a livello musicale, di marketing e di pubblico. Negli ultimi anni il solo, imbolsito Axl ha portato avanti il nome della band, costituendo una creatura solida ma sicuramente incompleta, orfana di tutti quei compagni che insieme a lui ne avevano decretato il successo. I tempi cambiano, i vecchi dissidi vengono messi da parte (forse) ed ecco che la creatura GNR si mette a girare per un tour intorno al globo, riscuotendo un successo clamoroso, sintomo che nessuno ha mai dimenticato la band di "Sweet child o'mine" e di "Paradise city". I Guns sono entrati di diritto nella storia del rock, anche se i fan si sono sempre chiesti come sarebbe stato un effettivo rientro della band in sede live: un revival di vecchie glorie o la vecchia r'n'r band che in passato ha messo a ferro e fuoco le chart musicali di tutte le nazioni?

27 maggio 2017

KISS + RavenEye (Casalecchio di Reno, Unipol Arena 16.05.2017)

"This is my music, it makes me proud! These are my people... and this is my crowd" ( from "Crazy Crazy Nights" - KISS)

Prima di morire, dovevo vedere ancora una volta i KISS! Lo sapete: ci sono gruppi che una volta non basta mica, anche se ho la brutta abitudine di prendere questo assioma un po' troppo alla lettera. Ho visto i KISS diversi anni fa a Milano, Forum, durante il "Monster" tour. Due anni fa dovevo andare a rivederli nella cornice magica dell'Arena di Verona, ma per cause lavorative l'ho dovuto saltare all'ultimo momento. Questa volta sapevo che sarebbe stata l'ultima occasione, anche perchè non penso che Paul Stanley dopo questo tour continui. Si, il grande Paul, per me sempre un mito, ha ormai le pile scariche, almeno dal punto di vista vocale. La sua presenza scenica, quella che ha fatto impazzire milioni di ragazze in tutti questi anni, è ancora intatta... ma la sua voce inizia ad avere dei seri problemi, tanto che diverse volte i suoi compagni gli sono dovuti venire in soccorso.

13 maggio 2017

The 69 Eyes (Bologna, Der Kindergarten 11.05.2017)

Dopo soltanto una settimana si ritorna al Kindergarten di Bologna, sempre per vedere una band finlandese ma di genere diverso. The 69 Eyes sono uno di quei gruppi che non si può fare a meno di ascoltare, visto il sapore "old school rock" di cui è infarcita la loro musica. Chiamatelo Gothic metal o goth rock, oppure solo Alternative, ma i 69 sono figli di tutti quei vecchi gruppi che abbiamo sempre amato, dai Sister of Mercy ai Joy Division, fino ad arrivare ai Doors più cupi. La Finlandia, ripeto, è terra da cui nascono le cose buone... e lo show di oggi è uno di quelli che attendevo da un po', forse soltanto per curiosità.

7 maggio 2017

Reckless Love (Bologna, Der Kindergarten 06.05.2017)


I Reckless Love sono una band di glam metal finlandese. Si, proprio quel tipo di glam dove il cantante e il batterista sono degli strafighi biondi palestrati e tatuati, le canzoni parlano d'amore non corrisposto e hanno ritornelli accattivanti. Il pubblico è composto da moltissime ragazze con gli occhi a forma di cuore... e diversi ragazzi, tutti fan dei Motley Crue! Proprio il gruppo di Vince Neil & Co. risulta il più grande ispiratore di questo movimento: i Crue hanno fatto storia, con i loro eccessi, le loro storie di droga, alcool e sesso, ma anche tanta ottima musica. I Reckless Love raccolgono il loro testimone, tanto da assomigliarli sia dal punto di vista caratteriale che da quello musicale. Ma come ogni cosa che viene dai paesi scandinavi, è fatta bene e sa di metal!

6 maggio 2017

Scott Ian - "I'm the Man" (Da Capo Press 2014)

Dei quattro gruppi che compongono il set dei Big 4, ovvero le quattro band fondamentali che hanno fatto la storia del thrash metal, i meno amati dal sottoscritto sono senza alcun dubbio gli Anthrax. Rettifico: apprezzo molto la band di Scott Ian & Co.! Ancora oggi ascolto diversi dischi del combo newyorchese e li seguo in sede live tutte le volte che posso, ma non mi si faccia un paragone, almeno di cuore, con i Megadeth, i Metallica, gli Slayer e le altre escluse dal circolo dei 4, come Overkill ed Exodus. Gli Anthrax mi son simpatici, ma non ho mai amato alcuni loro lavori e nemmeno il loro cantante principale. Se c'è un gruppo che ha gestito male la propria carriera, anche purtroppo a causa di dissidi interni e scelte sbagliate di gestione con le loro etichette, questi sono gli Anthrax stessi! Ma procediamo con ordine...

1 maggio 2017

Hatebreed + Dying Fetus (Bologna, Zona Roveri 21.04.2017)


Che gli Hatebreed dal vivo fossero una potenza, lo avevo già sentito da diversi amici che avevano avuto la fortuna di averli già visti in passato... Non pensavo comunque che un loro concerto fosse così coinvolgente. Non nutro grande ammirazione per l'harcore punk americano, eccetto che per alcuni gruppi, Sick of it All in primis. Tuttavia, quando vedi una band che riesce a trascinare una folla in maniera decisa come han fatto loro questa sera... beh, devo ricredermi! Non riesco a vedere il metalcore presente nella loro musica; sento un HC piuttosto classico, arrabbiato, ma non quei coretti che odio profondamente e che mi fanno sospirare davanti ad un genere (quello metalcore. nda) che non è mai riuscito a conquistarmi. Gli Hatebreed sono una forza e hanno fatto un concerto magnifico!

15 aprile 2017

Peter Hook & The Light (Bologna, Estragon 09.04.2017)


La mia ammirazione per Hooky e per la sua carriera non ha limiti, sappiatelo! Tempo fa ho letto la sua autobiografia, una delle più interessanti del panorama musicale a me conosciuto, e ho potuto constatare la professionalità di questo musicista e la sua importanza nello sviluppo di alcuni tipi di sound come il synth pop e soprattutto il post punk inglese. I Joy Division, gruppo di culto di cui ha fatto parte sul finire degli anni '70, sono e saranno sempre un punto fermo della mia formazione musicale, come per tutti quei fan che ancora oggi non hanno dimenticato la loro breve ma seminale carriera. Non sono mai stato un grande estimatore dei New Order, anche se apprezzo il loro operato, oltre a qualche buona canzone.

2 aprile 2017

Litfiba (Padova, Kioene Arena 29.03.2017)


Sono ormai tante le volte in cui ho visto Piero Pelù e Ghigo dal vivo, tutte in tour differenti e a cadenza quasi annuale. Di solito ogni anno vedo di non perdermi la data che puntualmente organizzano al Castello Scaligero di Villafranca di Verona, per tutta una serie di motivi già enunciati in diversi post del passato. Questa volta, in promozione all'ultimo tour del nuovo album "Eutòpia", la data da vedere è quella di Padova, Kioene Arena (o se vi  fa più comodo, ex Palafabris), location già visitata in passato, non chiedetemi per quale concerto (Deep Purple?). Sono anni che dico che vado a vedere i Litfiba per l'ultima volta, ma come sempre non mantengo mai la promessa... un po' come per gli Iron Maiden! Ho visto il suddetto gruppo in diversi tour, soprattutto quelli comprendenti i vecchi classici del passato, reunion, trilogie e quadrilogie. La voglia di sentire ancora una volta alcune canzoni rimane tanta... e su questo non ci posso fare niente.

26 marzo 2017

Afterhours (Bologna, Estragon 14.03.2017)


L'anno scorso ho perso la data degli Afterhours a Bologna in quanto coincideva, sfortunatamente, con quella degli Who all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Poteva essere un'occasione per poter sentire dal vivo le canzoni del nuovo album "Folfiri o Folfox", ma la scelta era ovviamente obbligatoria: non mi sarei perso Pete Townshend per tutto l'oro del mondo! Un nuovo tour invernale del 2017, questa volta indoor, mi ha permesso fortunatamente di recuperarla, sempre nella solita Bologna. L'Estragon è ormai una casa per il gruppo di Manuel Agnelli, tanto che non si tratta affatto della prima volta per il sottoscritto in questa location.

12 marzo 2017

Rotting Christ (Bologna, Alchemica Music Club 11.03.2017)

Lasciate perdere tutti i luoghi più comuni del black metal e andate ad ascoltarvi l'ultimo album dei Rotting Christ... perchè spacca davvero! Prima di esprimere giudizi affrettati, lasciatevi trasportare dalle loro chitarre massicce, dalla loro melodia e dai loro testi indubbiamente a sfondo satanico. Perchè faccio tutta questa, complicata premessa prima di andare a recensire il loro concerto di ieri all'Alchemica Music Club di Bologna? Perchè ultimamente i Rotting Christ mi stanno iniziando a piacere sul serio...
Ok, lo ammetto! Non sono un grande conoscitore della loro discografia. Conosco diversi pezzi, quelli sicuramente più famosi. Non mi è mai interessato, fino a poco tempo fa, documentarmi sui loro lavori, soprattutto quelli meno recenti. Le ultime canzoni sentite in rete, oltre ad una dritta avuta da una persona a me vicina, mi hanno portato a considerarli maggiormente. Ho dato loro una possibilità, vero, ma non ne sono stato per niente deluso!

3 marzo 2017

Al Jourgensen - "Ministry" (Da Capo Press 2013)

Visto che lo scorso anno sono dovuto andare fino a Nijmegen, Olanda, per poter vedere per la prima volta i Ministry, ho già decantato le lodi della band di Chicago su un post precedente che recensiva proprio quel concerto. Non meravigliatevi, dunque, se andrò ad incensare anche la biografia stessa dei Ministry, scritta dal suo creatore Al Jourgensen. La vita dei Ministry e quella di Jourgensen sono praticamente un'unica cosa visto che, come i loro "cuginetti" Nine Inch Nails, si tratta di una quasi "one man band", con tanti collaboratori e musicisti di lunga o breve durata che sono andati ad affiancarsi nel corso di tutti questi anni al lavoro dello zio Al. Ho dovuto recuperare la biografia in inglese, in quanto nessuna casa editrice italiana si è presa la briga di tradurla. Ho iniziato così a leggere quella che è sicuramente una delle storie più incredibili che abbia mai letto...

28 febbraio 2017

Helmet (Cagliari, Fabrik 24.02.2017)

Non sono passate nemmeno 48 ore da quando ho visto (finalmente) gli Helmet al Legend Club di Milano, che subito si fa il bis! Sassari e Cagliari sono divise da più di 200 chilometri, ma vale davvero la pena rivedere il combo americano un'altra volta in così poco tempo. Gli Helmet approdano in Sardegna per la seconda volta, dopo che qualche anno fa, sempre al Fabrik, avevano portato con successo il tour di celebrazione del loro secondo album "Betty", finito sold out in poco tempo.

26 febbraio 2017

Helmet (Milano, Legend Club 22.02.2017)

Non c'è niente di meglio di una corsetta salutare dopo un concerto per rimettersi subito in forma e partire di slancio! Finito il concerto dei Gotthard e dei Pretty Maids, ci è sembrata una brillante idea fuggire dall'Alcatraz, prendere la macchina parcheggiata anni luce dal locale di Via Valtellina e raggiungere il vicino Legend Club, quasi in tempo per vederci gli Helmet. La cosa ironica è che fra due giorni devo andare a Cagliari, Sardegna, per vedermeli tranquillamente al Fabrik... Ma si sa, perchè rinunciarci?


Sono passati eoni dalla prima e unica volta che ho messo piede al Legend e niente sembra cambiato: palco piccolo e basso, locale anch'esso piccolo, bancone bar illuminato a giorno. Tutto molto accogliente. Ad ogni modo, è perfetto per ospitare piccoli concerti! Il Legend non è affatto pieno anche se è presente una buona affluenza. Condizioni piuttosto diverse rispetto al concerto precedente dei Gotthard. In una cornice così piccola e quasi di famiglia, ci sono loro: gli Helmet. Il gruppo di Page Hamilton, tornato a nuova vita diversi anni fa, è sempre grande! Il nuovo album "Dead to the world" è buono, ma sinceramente non ricordo dischi brutti di questa band... Lo so! Niente è come "Meantime" e "Betty", primi due lavori della band. Tuttavia il quartetto americano ha sempre conquistato le mie simpatie, tanto da non riuscire a vederli mai dal vivo. In pochi giorni li becco per ben due volte: questo si chiama recuperare il tempo perduto...

25 febbraio 2017

Gotthard + Pretty Maids (Milano, Alcatraz 22.02.2017)

Dopo lo show di ieri di Kreator & Co., il giorno dopo si cambia decisamente di genere, andando a vedere due gemme del presente e del passato dell'hard rock più classico. Non aggiungo altro a quanto detto in passato sui Gotthard in post precedenti; ormai la band è diventata uno dei miei pallini fissi e inizia a moltiplicarsi velocemente il numero di volte che li ho visti in sede live, dalla Svizzera passando per l'Italia. Riguardo ai Pretty Maids... beh, devo dire che questi sono stati la vera sorpresa della serata. Non sono un loro grandissimo fan, piuttosto il mio interesse è dato dalla loro gloriosa storia, essendo in attività già dal "lontano" 1981. Il buon Ronnie Atkins, cantante della band,  è ormai un cinquantenne segnato dal tempo; la sua band ha cavalcato il successo negli anni '80, andando a prendersi quel giusto tributo che gli era dovuto, attraverso diversi album di pregevole fattura che non hanno mai sfigurato se paragonati a vari classici usciti in quello stesso periodo. Un'accoppiata interessante, dunque, all'interno dell'Alcatraz di Milano.

23 febbraio 2017

Kreator + Sepultura + Soilwork + Aborted (Trezzo sull'Adda, Live Club 21.02.2017)

Più che un concerto, quello di stasera è un'autentica mazzata sui denti! Soltanto vedere i Kreator di Mille Petrozza vale decisamente l'intero costo del biglietto; tuttavia il fatto di trovarsi davanti ad un vero e proprio mini-festival del calibro dei già esistenti Thrash Fest e/o Killfest, ha suscitato l'interesse di diversi supporters in tutta Europa, con la conseguenza di rendere parecchie date di questo tour meritatamente sold out. Il Live Club di Trezzo, poi, è la location perfetta per eventi di questo genere e, come sicuramente sapranno gli aficionados di questo blog, è una delle mie preferite per diversi aspetti. Andiamo subito all'interno del pit!

17 febbraio 2017

Marky Ramone - "Punk Rock Blitzkrieg" (tsunami ed. 2016)

Tutti adorano i Ramones! Il loro punk rock, così immediato ma allo stesso tempo feroce, ha conquistato il cuore e le menti di tutta una generazione anni '70, fino a quella dei giorni nostri. Il loro segreto? Canzoni brevi e veloci, quasi sempre introdotte dal classico "onetwothreefour!", ritornelli accattivanti, testi ammiccanti, giacche in pelle e jeans e un'attitudine tipicamente sfacciata. Io adoro i Ramones e ho avuto la fortuna di poterli vedere miracolosamente dal vivo nella mia città: Sassari (se non ci credete, leggete qui! nda). I quattro punk newyorchesi si sono esibiti nel palazzetto della seconda città sarda, anche se orfani di un Dee Dee sostituito da C.J. Ramone, e hanno benedetto le esistenze di quei pochi fortunati che sono andati a vederli.
Oggi i Ramones non ci sono più! Joey, Johnny, Dee Dee e Tommy ci hanno lasciato già da qualche anno e sono passati a miglior vita. L'unico sopravvissuto rimane il buon Marky Ramone, batterista che nel 1978, dopo i primi tre dischi della band, sostituì l'originale Tommy dietro le pelli. Marky, grazie al suo stile inconfondibile e alla sua grande energia, diede alla band un'impronta più selvaggia rispetto al suo indimenticabile predecessore. Il suo curriculum era già ricco di esperienze importanti, in quanto militante in gruppi validi ma sfortunati, almeno dal punto di vista commerciale, come Dust e Richard Hell and the Voidoids. La sua amicizia e le sue conoscenze nel giro punk di quegli anni lo hanno portato ad unirsi ai Ramones una volta che Tommy diede forfait da una situazione che non gli stava più a genio. E attraverso il libro di Marky scopriremo anche il perchè!

14 febbraio 2017

The Cult (Piazzola sul Brenta. Anfiteatro Camerini 13.07.2012)

Tra tutti i concerti che ho avuto la fortuna di vedere all'Hydrogen Festival, nella splendida cornice dell'Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), uno di quelli a cui sono più legato è sicuramente quello dei The Cult. Il gruppo inglese di Ian Astbury e Billy Duffy mi ha sempre dato vibrazioni positive in tutta la loro lunga carriera; album come "Electric" e "Love" li ho sempre considerati dei classici, come del resto il primo "Dreamtime", targato 1984. Ma se proprio devo esprimere un giudizio su tutti i loro lavori successivi, devo dire che li ho amati tutti indistintamente. La formazione dei Cult ha subito, con il passare del tempo, diversi cambiamenti, per non parlare di scioglimenti, reunion e varie voci di abbandono. Astbury e Duffy hano intrapreso carriere diverse per diversi periodi, salvo ritrovarsi a cadenze differenti per ricostituire il gruppo che li aveva lanciati verso il successo.

11 febbraio 2017

M.Eglinton et al. - "Adam Nergal Darski - Confessioni di un eretico" (Tsunami ed. 2017)

Aspettavo già da qualche anno la traduzione della biografia di Nergal, cantante chitarrista del gruppo polacco Behemoth. Avevo preso in considerazione l'idea di comprarla scritta in lingua madre, ma il polacco non risulta di facile comprensione e ho dovuto abbandonare repentinamente l'idea. La casa editrice "tsunami", a cui ogni anno devolgo gran parte del mio esiguo patrimonio, ha risolto il mio problema, inserendo nel suo cospicuo catalogo la suddetta biografia... con tutti i miei ringraziamenti e un conseguente alleggerimento del mio povero portafoglio.

9 febbraio 2017

D.Ellefson with J.McIver - "My life with Deth" (Howard Books 2013)

E' la prima volta che leggo una biografia in lingua inglese... e sono contento che la scelta di questa mia "prima volta" sia capitata su un libro che parla di un personaggio importante ma sotto alcuni punti di vista marginale nel panorama musicale che tanto mi è caro. La carriera di David Ellefson, bassista storico dei Megadeth, è stata sicuramente proficua e ricca di soddisfazioni. Tuttavia la sua persona, per non parlare del suo importante contributo nello sviluppo musicale dei Megadeth, è stata sempre oscurata, e a buon ragione, dal leader maximo della band: il famoso Dave Mustaine. Ex Metallica (lo sanno anche i sassi. nda), chitarrista di talento, tiranno indiscusso ma un inequivocabile genio, Mustaine ha sempre potuto contare sul fido Ellefson dai primi inizi fino agli ultimi anni, escludendo soltanto otto anni di storia degli stessi Megadeth. La sua figura è sempre stata troppo importante, tanto da eclissare i suoi stessi compagni di squadra, talvolta rilegandoli in secondo piano. I 'Deth, si sa, sono sempre stati la sua creatura, rimasta immutata nonostante i continui cambi di formazione tra un disco e un altro. Ellefson è stato il più longevo, nonostante fosse (e lo è tuttora! nda) un bassista di indubbio talento, venerato dai fans e acclamato da diversi colleghi.

7 febbraio 2017

AC/DC - "Back in Black" (1980)

C'è davvero bisogno di un'altra recensione di "Back in Black" degli AC/DC? Sinceramente no, visto che stiamo parlando di uno dei dischi più importanti della musica rock, ma non solo... "Back in Black" è uno di quegli album che tutti conoscono: le sue hit principali sono state rese immortali non soltanto dalle storiche performance degli AC/DC in tutti questi anni, ma da serie TV, film, libri, jingle pubblicitari, recensioni e molto altro. Chi non ascolta gli AC/DC scuote la testa quando sente il ritornello di "You shook me all night long", riconosce le campane di "Hells Bells" ma soprattutto si scatena appena parte il riff iniziale della famosa title track.

5 febbraio 2017

Grog feat. Joe Perrino (Sassari, The HOR Club 04.02.2017)

E' la prima volta in assoluto che recensisco un concerto di Joe Perrino e soci, nonostante abbia perso il conto di tutte le volte che l'ho visto cantare, con o senza i Grog. I miei ricordi di Joe e della sua vasta carriera musicale arrivano fino agli Elefante Bianco (1994), formazione sarda che in passato (e tuttora! nda) ho amato alla follia. Le proposte interessanti in Sardegna, per quanto riguarda il panorama musicale, sono sempre state piuttosto scarse e decisamente poco numerose. Gli Elefante Bianco, provenienti dalla zona di Cagliari, erano una delle poche davvero importanti: due dischi all'attivo, di cui il primo una vera e propria pietra miliare, la presenza scenica di Joe Perrino, uno che sul palco ha sempre dato tutto se stesso, erano i due punti di forza principali della band, unita ad un sound granitico ed a un'impronta tecnica unica.
Sono passati gli anni, ma Joe Perrino (all'anagrafe Nicola Macciò) non è affatto cambiato. I suoi Grog, già da diversi anni, hanno raccolto la sua eredità musicale più pesante, rendendosi autori di un nuovo album dalle sonorità piuttosto vecchie ma sempre attuali, non perdendo quella aggressività che era il cavallo di battaglia della precedente formazione di Joe. Oltretutto i Grog sono sempre stati una formazione costituita da musicisti locali con un background musicale di tutto rispetto, facendo leva sull'esperienza e sulla tecnica di persone del calibro del "conte" John Solinas alla chitarra e di Jim Solinas alle tastiere. La sezione ritmica del gruppo è stata invece modificata lo scorso anno, dopo la dipartita del bassista Angelo Pingerna e del batterista Claudio Sechi, pertanto questa gig al The HOR risulta la prima in assoluto con la nuova formazione, nonostante la band sia ormai una abituè del locale sassarese. Approfondire la carriera di Joe Perrino e dei Grog in questo spazio richiederebbe decisamente troppo tempo e un articolo piuttosto lungo da parte mia, pertanto vado a soffermarmi direttamente sul concerto che i nostri hanno tenuto la notte scorsa in quel di Sassari.

1 febbraio 2017

Dave Hofer - "Dan Lilker - Metal Veteran" (Tsunami ed. 2016)

Finalmente, dopo mesi sullo scaffale, sono riuscito a leggere la biografia di Dan Lilker, come dice il titolo di quest'opera "vero e proprio veterano del Metal"! Il libro mi è piaciuto assai, tanto che l'ho letteralmente divorato in due sere. Una storia scorrevole, ben scritta, ricca di aneddoti e impregnata di tutto ciò che può essere Metal...
Domanda principale: chi è Dan Lilker? Il musicista in questione non è Lars Ulrich e nemmeno Dave Mustaine. Non ha venduto tanti dischi quanto i Def Leppard o gli Iron Maiden. Non ha mai avuto un singolo nelle prime posizioni delle chart internazionali e nemmeno si è gingillato tra hotel di lusso, limousine o prostitute d'alto bordo. Tuttavia Lilker è rispettato e venerato da tutta la comunità Metal, fan e colleghi compresi. Perchè? Le ragioni sono diverse, tutte valide, ma la principale è il fatto che Danny non si è mai venduto: ha sempre fatto la musica che valeva fare, registrato i dischi che voleva comporre, andato in tour con un bus o anche in un semplice furgone in giro per il globo.

30 gennaio 2017

Rock in a Hard Place: RockStore (Hanoi, Vietnam)

RockStore Hanoi - 61 Mã Mây, Hàng Buồm, Hoàn Kiếm, Hà Nội, Vietnam

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Situato in uno dei quartieri più vecchi di Hanoi, Vietnam, il RockStore è un pub che piacerà sicuramente agli amanti di musica rock! Perennemente aperto, con un bancone lungo sulla destra rispetto all'entrata, il locale vanta due piani e risulta abbastanza ampio. La sua parete in fondo a destra, subito dopo il bancone, è tappezzata di scritte e loghi appartenenti a numerosissime band rock/heavy, dai Metallica ai Ramones fino ai Pantera. Sul lato sinistro invece troverete diversi dischi d'oro appesi alla parete all'interno di cornici in stile quadro, oltre ad alcuni oggetti tipo chitarre. I tavoli in cui ci si siede sono di legno, alcune botti, altri con vetri che ricoprono flyer, volantini o biglietti di concerti.

27 dicembre 2016

Vinylmania #13 - acquisti fino a dicembre 2016

Mi innamoro spesso di una cover di qualche vinile! Le tanto care vecchie copertine dei dischi sono per me come dei quadri da appendere ad ogni parete della casa. E come un quadro, ogni cover trasmette un'emozione, buona o cattiva che sia. Bazzico spesso sui social, sui siti web o in qualche negozio di dischi (ne esistono ancora, anche se pochi) per cercare qualche copertina che susciti in me qualcosa... e se la trovo la acquisto, prezzo permettendo! Prediligo le prime stampe, magari anche un tantino rovinate, ma come un quadro di più valore, sia economico che sentimentale.

Ogni volta che esce un nuovo album attendo un attimo per decidere quale formato acquistare: cd o vinile? Se la cover mi prende, la scelta va sul vinile, visto che ormai ascolto la musica tramite computer, cellulare o in auto, ovviamente con i più comodi mp3. Molte volte acquisto tutte e due le versioni. In primis il vinile. In seguito, quando il prezzo si abbassa, il più comodo cd, in modo da completare una discografia. E' una collezione immortale, iniziata solo da qualche anno ma resa ormai sempre più  ricca ogni giorno che passa. In passato non ho mai amato il vinile: bello ma ingombrante. Gli ho preferito il più comodo cd: suono superiore e tascabilità senza confini. Qualche anno fa è scattata la scintilla. Ho iniziato ad acquistare tutti quei vinili di cui ho amato ed amo la copertina, prediligendo come già detto le prime, costose edizioni. In passato ho venduto una marea di dischi per riacquistarli in cd, fatto di cui mi pento e mi pentirò per tutta la vita. Un vinile è arte! L'arte va custodita, acquistata, collezionata.

Questi sono i miei ultimi acquisti dall'ultima volta, forse ne ho tralasciato qualcosa nel passaggio da una rubrica ad un'altra.

15 dicembre 2016

The 10 Best Live Shows of 2016

Le classifiche non servono assolutamente a nulla! Una volta chiarito questo, ne faccio subito una io, pregando che fra qualche mese (o anche un giorno soltanto!) non cambi idea. Tutti i concerti sono importanti, ma alcuni lo sono più di altri per almeno un miliardo di motivi. Vai con il countdown:



Il gruppo di Joey Tempest è fenomenale in sede live! Se poi aggiungi il fatto che ti fanno tutto "The Final Countdown", una delle più grandi icone della musica anni '80...

13 dicembre 2016

Iggy Pop - "Post Pop Depression - Live at the Royal Albert Hall" (DVD+CD 2016)

Qualche volta ho bisogno di rinfrescarmi la memoria per ricordarmi chi è effettivamente il migliore di tutti! Acquisto raramente dvd di concerti, ma qualche volte lo reputo proprio necessario vista la caratura dell'evento in questione. Un live di Iggy Pop può essere considerato tale, soprattutto se riguarda il tour intrapreso per promuovere quel "Post Pop Depression" uscito quest'anno in cui l'autore in questione ha ricevuto pareri positivi da tutta la stampa specializzata del settore. PPD è un grande album, ammettiamolo! La presenza di quel genietto di Joshua Homme al songwriting e alla chitarra ha giovato positivamente al Pop, regalandoci un album di quelli che hanno il sapore di "vecchio" ancor prima di uscire.
Da un grande album ci si può aspettare solo una grande tournée, ed ecco che questo dvd immortala efficacemente il tutto. Vedere Homme come spalla di Iggy è qualcosa di sensazionale; il cantante chitarrista dei famosi Queens of the Stone Age si amalgama bene con il background di Iggy. Le nuove canzoni si sposano bene con le vecchie hit del Pop, anche perchè, se diamo un'occhiata alla setlist, i due pescano quasi esclusivamente da "The Idiot" e "Lust for life", album di influenza Bowie. Niente brani di natura "Stooges", dunque... forse un po' fuori luogo da questo contesto così particolare.

10 dicembre 2016

The Foreshadowing (Sassari, The Hor Club 09.12.2016)

Avevo già visto i The Foreshadowing appena qualche mese fa a Trezzo, come spalla dei Moonspell. Il loro gothic metal non mi aveva catturato, anche se diverse canzoni non erano affatto male (ok, diciamo che erano piuttosto buone!). La possibilità di rivederli in un contesto più piccolo, stile club, è stata forte; dunque mi sono impegnato per poterli andare a vedere al The Hor di Sassari, locale piuttosto conosciuto che ha il pregio di portare diverse band interessanti, talvolta anche piuttosto famose, nella mia ghost town preferita.
L'inizio del concerto è come sempre un'incognita: si parte un po' prima della mezzanotte, nell'attesa che qualcuno si degni di passare in Piazza Mazzotti una volta chiuso il proprio bar di fiducia. L'affluenza è piuttosto scarsa. Ad ogni modo i Foreshadowing fanno il loro show. La loro prova è buona. Diverse canzoni hanno un'atmosfera particolare, un connubio tra Anathema e i My Dying Bride, se proprio vogliamo cercare un paragone con alcuni gruppi piuttosto conosciuti del genere. Il gruppo è rodato, ormai giunti al quarto album e con diversi anni di esperienza sulle spalle.

6 dicembre 2016

Aerosmith - "Pump" (1989)

Dopo l'ottimo "Permanent vacation", trascinato da una grande hit come "Rag doll", gli Aerosmith diedero alla luce "Pump", uno dei dischi più venduti della loro carriera. Dalla reunion del 1984, dove il gruppo di Steven Tyler ritornò ai vecchi successi grazie ad un'energia nuova presente all'interno della band e incanalata in nuove ottime songs, "Pump" è la prova definitiva del loro ritorno sopra il Monte Olimpo del rock. Costituito da 10 canzoni tutte potenziali hit, "Pump" ci mise molto poco a convincere i fan degli Aerosmith che i Toxix Twins (il duo Tyler-Perry. nda) avevano ancora da dire qualcosa e non avevano definitivamente posato la corona, sconfitti dai fumi di quelle droghe che li hanno sempre minacciati nel corso della loro lunga carriera. Il songwriting, vero, era cambiato, costruendo canzoni di sicuro impatto commerciale ma ancora dotate di quella forza che solo gli Aerosmith potevano avere. I tempi di "Sweet emotion" e "Walk this way" sono ormai lontani, perciò era giunto il momento di iniziare una nuova era di successi, scontrandosi con tutte quelle nuove band che in tutto quel tempo avevano provato a togliere lo scettro agli Aerosmith, pur ispirandosi ad essi.

30 novembre 2016

G.Rossi - "Epic - genio e follia di Mike Patton" (Tsunami ed. 2016)

Difficilmente ci metto così tanto tempo a finire una biografia dedicata a qualche musicista a me caro... Ho iniziato "Epic" prima dell'inizio dell'estate e solo ora tra lavoro, altre letture e concerti l'ho conclusa. L'ultima fatica del buon Giovanni Rossi è un tomo che comprende tutta la lunga carriera di quel genietto di Mike Patton, cantante dei più famosi Faith no More. Se non sapete di quale gruppo sto parlando, forse è meglio che ritorniate ad ascoltare la discografia di Vasco, a cui sicuramente stavate dedicando il vostro tempo qualche minuto fa. I FNM sono una band semplicemente unica, riunitasi da poco per fare diversi concerti e un nuovo album davvero interessante ("Sol invictus". nda). Tuttavia, per non dilungarmi troppo su di loro, occorre dire che questa non è una biografia sul gruppo in questione, ma appunto sul loro eclettico cantante.