15 aprile 2017

Peter Hook & The Light (Bologna, Estragon 09.04.2017)


La mia ammirazione per Hooky e per la sua carriera non ha limiti, sappiatelo! Tempo fa ho letto la sua autobiografia, una delle più interessanti del panorama musicale a me conosciuto, e ho potuto constatare la professionalità di questo musicista e la sua importanza nello sviluppo di alcuni tipi di sound come il synth pop e soprattutto il post punk inglese. I Joy Division, gruppo di culto di cui ha fatto parte sul finire degli anni '70, sono e saranno sempre un punto fermo della mia formazione musicale, come per tutti quei fan che ancora oggi non hanno dimenticato la loro breve ma seminale carriera. Non sono mai stato un grande estimatore dei New Order, anche se apprezzo il loro operato, oltre a qualche buona canzone.

2 aprile 2017

Litfiba (Padova, Kioene Arena 29.03.2017)


Sono ormai tante le volte in cui ho visto Piero Pelù e Ghigo dal vivo, tutte in tour differenti e a cadenza quasi annuale. Di solito ogni anno vedo di non perdermi la data che puntualmente organizzano al Castello Scaligero di Villafranca di Verona, per tutta una serie di motivi già enunciati in diversi post del passato. Questa volta, in promozione all'ultimo tour del nuovo album "Eutòpia", la data da vedere è quella di Padova, Kioene Arena (o se vi  fa più comodo, ex Palafabris), location già visitata in passato, non chiedetemi per quale concerto (Deep Purple?). Sono anni che dico che vado a vedere i Litfiba per l'ultima volta, ma come sempre non mantengo mai la promessa... un po' come per gli Iron Maiden! Ho visto il suddetto gruppo in diversi tour, soprattutto quelli comprendenti i vecchi classici del passato, reunion, trilogie e quadrilogie. La voglia di sentire ancora una volta alcune canzoni rimane tanta... e su questo non ci posso fare niente.

26 marzo 2017

Afterhours (Bologna, Estragon 14.03.2017)


L'anno scorso ho perso la data degli Afterhours a Bologna in quanto coincideva, sfortunatamente, con quella degli Who all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Poteva essere un'occasione per poter sentire dal vivo le canzoni del nuovo album "Folfiri o Folfox", ma la scelta era ovviamente obbligatoria: non mi sarei perso Pete Townshend per tutto l'oro del mondo! Un nuovo tour invernale del 2017, questa volta indoor, mi ha permesso fortunatamente di recuperarla, sempre nella solita Bologna. L'Estragon è ormai una casa per il gruppo di Manuel Agnelli, tanto che non si tratta affatto della prima volta per il sottoscritto in questa location.

12 marzo 2017

Rotting Christ (Bologna, Alchemica Music Club 11.03.2017)

Lasciate perdere tutti i luoghi più comuni del black metal e andate ad ascoltarvi l'ultimo album dei Rotting Christ... perchè spacca davvero! Prima di esprimere giudizi affrettati, lasciatevi trasportare dalle loro chitarre massicce, dalla loro melodia e dai loro testi indubbiamente a sfondo satanico. Perchè faccio tutta questa, complicata premessa prima di andare a recensire il loro concerto di ieri all'Alchemica Music Club di Bologna? Perchè ultimamente i Rotting Christ mi stanno iniziando a piacere sul serio...
Ok, lo ammetto! Non sono un grande conoscitore della loro discografia. Conosco diversi pezzi, quelli sicuramente più famosi. Non mi è mai interessato, fino a poco tempo fa, documentarmi sui loro lavori, soprattutto quelli meno recenti. Le ultime canzoni sentite in rete, oltre ad una dritta avuta da una persona a me vicina, mi hanno portato a considerarli maggiormente. Ho dato loro una possibilità, vero, ma non ne sono stato per niente deluso!

3 marzo 2017

Al Jourgensen - "Ministry" (Da Capo Press 2013)

Visto che lo scorso anno sono dovuto andare fino a Nijmegen, Olanda, per poter vedere per la prima volta i Ministry, ho già decantato le lodi della band di Chicago su un post precedente che recensiva proprio quel concerto. Non meravigliatevi, dunque, se andrò ad incensare anche la biografia stessa dei Ministry, scritta dal suo creatore Al Jourgensen. La vita dei Ministry e quella di Jourgensen sono praticamente un'unica cosa visto che, come i loro "cuginetti" Nine Inch Nails, si tratta di una quasi "one man band", con tanti collaboratori e musicisti di lunga o breve durata che sono andati ad affiancarsi nel corso di tutti questi anni al lavoro dello zio Al. Ho dovuto recuperare la biografia in inglese, in quanto nessuna casa editrice italiana si è presa la briga di tradurla. Ho iniziato così a leggere quella che è sicuramente una delle storie più incredibili che abbia mai letto...

28 febbraio 2017

Helmet (Cagliari, Fabrik 24.02.2017)

Non sono passate nemmeno 48 ore da quando ho visto (finalmente) gli Helmet al Legend Club di Milano, che subito si fa il bis! Sassari e Cagliari sono divise da più di 200 chilometri, ma vale davvero la pena rivedere il combo americano un'altra volta in così poco tempo. Gli Helmet approdano in Sardegna per la seconda volta, dopo che qualche anno fa, sempre al Fabrik, avevano portato con successo il tour di celebrazione del loro secondo album "Betty", finito sold out in poco tempo.

26 febbraio 2017

Helmet (Milano, Legend Club 22.02.2017)

Non c'è niente di meglio di una corsetta salutare dopo un concerto per rimettersi subito in forma e partire di slancio! Finito il concerto dei Gotthard e dei Pretty Maids, ci è sembrata una brillante idea fuggire dall'Alcatraz, prendere la macchina parcheggiata anni luce dal locale di Via Valtellina e raggiungere il vicino Legend Club, quasi in tempo per vederci gli Helmet. La cosa ironica è che fra due giorni devo andare a Cagliari, Sardegna, per vedermeli tranquillamente al Fabrik... Ma si sa, perchè rinunciarci?


Sono passati eoni dalla prima e unica volta che ho messo piede al Legend e niente sembra cambiato: palco piccolo e basso, locale anch'esso piccolo, bancone bar illuminato a giorno. Tutto molto accogliente. Ad ogni modo, è perfetto per ospitare piccoli concerti! Il Legend non è affatto pieno anche se è presente una buona affluenza. Condizioni piuttosto diverse rispetto al concerto precedente dei Gotthard. In una cornice così piccola e quasi di famiglia, ci sono loro: gli Helmet. Il gruppo di Page Hamilton, tornato a nuova vita diversi anni fa, è sempre grande! Il nuovo album "Dead to the world" è buono, ma sinceramente non ricordo dischi brutti di questa band... Lo so! Niente è come "Meantime" e "Betty", primi due lavori della band. Tuttavia il quartetto americano ha sempre conquistato le mie simpatie, tanto da non riuscire a vederli mai dal vivo. In pochi giorni li becco per ben due volte: questo si chiama recuperare il tempo perduto...

25 febbraio 2017

Gotthard + Pretty Maids (Milano, Alcatraz 22.02.2017)

Dopo lo show di ieri di Kreator & Co., il giorno dopo si cambia decisamente di genere, andando a vedere due gemme del presente e del passato dell'hard rock più classico. Non aggiungo altro a quanto detto in passato sui Gotthard in post precedenti; ormai la band è diventata uno dei miei pallini fissi e inizia a moltiplicarsi velocemente il numero di volte che li ho visti in sede live, dalla Svizzera passando per l'Italia. Riguardo ai Pretty Maids... beh, devo dire che questi sono stati la vera sorpresa della serata. Non sono un loro grandissimo fan, piuttosto il mio interesse è dato dalla loro gloriosa storia, essendo in attività già dal "lontano" 1981. Il buon Ronnie Atkins, cantante della band,  è ormai un cinquantenne segnato dal tempo; la sua band ha cavalcato il successo negli anni '80, andando a prendersi quel giusto tributo che gli era dovuto, attraverso diversi album di pregevole fattura che non hanno mai sfigurato se paragonati a vari classici usciti in quello stesso periodo. Un'accoppiata interessante, dunque, all'interno dell'Alcatraz di Milano.

23 febbraio 2017

Kreator + Sepultura + Soilwork + Aborted (Trezzo sull'Adda, Live Club 21.02.2017)

Più che un concerto, quello di stasera è un'autentica mazzata sui denti! Soltanto vedere i Kreator di Mille Petrozza vale decisamente l'intero costo del biglietto; tuttavia il fatto di trovarsi davanti ad un vero e proprio mini-festival del calibro dei già esistenti Thrash Fest e/o Killfest, ha suscitato l'interesse di diversi supporters in tutta Europa, con la conseguenza di rendere parecchie date di questo tour meritatamente sold out. Il Live Club di Trezzo, poi, è la location perfetta per eventi di questo genere e, come sicuramente sapranno gli aficionados di questo blog, è una delle mie preferite per diversi aspetti. Andiamo subito all'interno del pit!

17 febbraio 2017

Marky Ramone - "Punk Rock Blitzkrieg" (tsunami ed. 2016)

Tutti adorano i Ramones! Il loro punk rock, così immediato ma allo stesso tempo feroce, ha conquistato il cuore e le menti di tutta una generazione anni '70, fino a quella dei giorni nostri. Il loro segreto? Canzoni brevi e veloci, quasi sempre introdotte dal classico "onetwothreefour!", ritornelli accattivanti, testi ammiccanti, giacche in pelle e jeans e un'attitudine tipicamente sfacciata. Io adoro i Ramones e ho avuto la fortuna di poterli vedere miracolosamente dal vivo nella mia città: Sassari (se non ci credete, leggete qui! nda). I quattro punk newyorchesi si sono esibiti nel palazzetto della seconda città sarda, anche se orfani di un Dee Dee sostituito da C.J. Ramone, e hanno benedetto le esistenze di quei pochi fortunati che sono andati a vederli.
Oggi i Ramones non ci sono più! Joey, Johnny, Dee Dee e Tommy ci hanno lasciato già da qualche anno e sono passati a miglior vita. L'unico sopravvissuto rimane il buon Marky Ramone, batterista che nel 1978, dopo i primi tre dischi della band, sostituì l'originale Tommy dietro le pelli. Marky, grazie al suo stile inconfondibile e alla sua grande energia, diede alla band un'impronta più selvaggia rispetto al suo indimenticabile predecessore. Il suo curriculum era già ricco di esperienze importanti, in quanto militante in gruppi validi ma sfortunati, almeno dal punto di vista commerciale, come Dust e Richard Hell and the Voidoids. La sua amicizia e le sue conoscenze nel giro punk di quegli anni lo hanno portato ad unirsi ai Ramones una volta che Tommy diede forfait da una situazione che non gli stava più a genio. E attraverso il libro di Marky scopriremo anche il perchè!

14 febbraio 2017

The Cult (Piazzola sul Brenta. Anfiteatro Camerini 13.07.2012)

Tra tutti i concerti che ho avuto la fortuna di vedere all'Hydrogen Festival, nella splendida cornice dell'Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), uno di quelli a cui sono più legato è sicuramente quello dei The Cult. Il gruppo inglese di Ian Astbury e Billy Duffy mi ha sempre dato vibrazioni positive in tutta la loro lunga carriera; album come "Electric" e "Love" li ho sempre considerati dei classici, come del resto il primo "Dreamtime", targato 1984. Ma se proprio devo esprimere un giudizio su tutti i loro lavori successivi, devo dire che li ho amati tutti indistintamente. La formazione dei Cult ha subito, con il passare del tempo, diversi cambiamenti, per non parlare di scioglimenti, reunion e varie voci di abbandono. Astbury e Duffy hano intrapreso carriere diverse per diversi periodi, salvo ritrovarsi a cadenze differenti per ricostituire il gruppo che li aveva lanciati verso il successo.

11 febbraio 2017

M.Eglinton et al. - "Adam Nergal Darski - Confessioni di un eretico" (Tsunami ed. 2017)

Aspettavo già da qualche anno la traduzione della biografia di Nergal, cantante chitarrista del gruppo polacco Behemoth. Avevo preso in considerazione l'idea di comprarla scritta in lingua madre, ma il polacco non risulta di facile comprensione e ho dovuto abbandonare repentinamente l'idea. La casa editrice "tsunami", a cui ogni anno devolgo gran parte del mio esiguo patrimonio, ha risolto il mio problema, inserendo nel suo cospicuo catalogo la suddetta biografia... con tutti i miei ringraziamenti e un conseguente alleggerimento del mio povero portafoglio.

9 febbraio 2017

D.Ellefson with J.McIver - "My life with Deth" (Howard Books 2013)

E' la prima volta che leggo una biografia in lingua inglese... e sono contento che la scelta di questa mia "prima volta" sia capitata su un libro che parla di un personaggio importante ma sotto alcuni punti di vista marginale nel panorama musicale che tanto mi è caro. La carriera di David Ellefson, bassista storico dei Megadeth, è stata sicuramente proficua e ricca di soddisfazioni. Tuttavia la sua persona, per non parlare del suo importante contributo nello sviluppo musicale dei Megadeth, è stata sempre oscurata, e a buon ragione, dal leader maximo della band: il famoso Dave Mustaine. Ex Metallica (lo sanno anche i sassi. nda), chitarrista di talento, tiranno indiscusso ma un inequivocabile genio, Mustaine ha sempre potuto contare sul fido Ellefson dai primi inizi fino agli ultimi anni, escludendo soltanto otto anni di storia degli stessi Megadeth. La sua figura è sempre stata troppo importante, tanto da eclissare i suoi stessi compagni di squadra, talvolta rilegandoli in secondo piano. I 'Deth, si sa, sono sempre stati la sua creatura, rimasta immutata nonostante i continui cambi di formazione tra un disco e un altro. Ellefson è stato il più longevo, nonostante fosse (e lo è tuttora! nda) un bassista di indubbio talento, venerato dai fans e acclamato da diversi colleghi.

7 febbraio 2017

AC/DC - "Back in Black" (1980)

C'è davvero bisogno di un'altra recensione di "Back in Black" degli AC/DC? Sinceramente no, visto che stiamo parlando di uno dei dischi più importanti della musica rock, ma non solo... "Back in Black" è uno di quegli album che tutti conoscono: le sue hit principali sono state rese immortali non soltanto dalle storiche performance degli AC/DC in tutti questi anni, ma da serie TV, film, libri, jingle pubblicitari, recensioni e molto altro. Chi non ascolta gli AC/DC scuote la testa quando sente il ritornello di "You shook me all night long", riconosce le campane di "Hells Bells" ma soprattutto si scatena appena parte il riff iniziale della famosa title track.

5 febbraio 2017

Grog feat. Joe Perrino (Sassari, The HOR Club 04.02.2017)

E' la prima volta in assoluto che recensisco un concerto di Joe Perrino e soci, nonostante abbia perso il conto di tutte le volte che l'ho visto cantare, con o senza i Grog. I miei ricordi di Joe e della sua vasta carriera musicale arrivano fino agli Elefante Bianco (1994), formazione sarda che in passato (e tuttora! nda) ho amato alla follia. Le proposte interessanti in Sardegna, per quanto riguarda il panorama musicale, sono sempre state piuttosto scarse e decisamente poco numerose. Gli Elefante Bianco, provenienti dalla zona di Cagliari, erano una delle poche davvero importanti: due dischi all'attivo, di cui il primo una vera e propria pietra miliare, la presenza scenica di Joe Perrino, uno che sul palco ha sempre dato tutto se stesso, erano i due punti di forza principali della band, unita ad un sound granitico ed a un'impronta tecnica unica.
Sono passati gli anni, ma Joe Perrino (all'anagrafe Nicola Macciò) non è affatto cambiato. I suoi Grog, già da diversi anni, hanno raccolto la sua eredità musicale più pesante, rendendosi autori di un nuovo album dalle sonorità piuttosto vecchie ma sempre attuali, non perdendo quella aggressività che era il cavallo di battaglia della precedente formazione di Joe. Oltretutto i Grog sono sempre stati una formazione costituita da musicisti locali con un background musicale di tutto rispetto, facendo leva sull'esperienza e sulla tecnica di persone del calibro del "conte" John Solinas alla chitarra e di Jim Solinas alle tastiere. La sezione ritmica del gruppo è stata invece modificata lo scorso anno, dopo la dipartita del bassista Angelo Pingerna e del batterista Claudio Sechi, pertanto questa gig al The HOR risulta la prima in assoluto con la nuova formazione, nonostante la band sia ormai una abituè del locale sassarese. Approfondire la carriera di Joe Perrino e dei Grog in questo spazio richiederebbe decisamente troppo tempo e un articolo piuttosto lungo da parte mia, pertanto vado a soffermarmi direttamente sul concerto che i nostri hanno tenuto la notte scorsa in quel di Sassari.

1 febbraio 2017

Dave Hofer - "Dan Lilker - Metal Veteran" (Tsunami ed. 2016)

Finalmente, dopo mesi sullo scaffale, sono riuscito a leggere la biografia di Dan Lilker, come dice il titolo di quest'opera "vero e proprio veterano del Metal"! Il libro mi è piaciuto assai, tanto che l'ho letteralmente divorato in due sere. Una storia scorrevole, ben scritta, ricca di aneddoti e impregnata di tutto ciò che può essere Metal...
Domanda principale: chi è Dan Lilker? Il musicista in questione non è Lars Ulrich e nemmeno Dave Mustaine. Non ha venduto tanti dischi quanto i Def Leppard o gli Iron Maiden. Non ha mai avuto un singolo nelle prime posizioni delle chart internazionali e nemmeno si è gingillato tra hotel di lusso, limousine o prostitute d'alto bordo. Tuttavia Lilker è rispettato e venerato da tutta la comunità Metal, fan e colleghi compresi. Perchè? Le ragioni sono diverse, tutte valide, ma la principale è il fatto che Danny non si è mai venduto: ha sempre fatto la musica che valeva fare, registrato i dischi che voleva comporre, andato in tour con un bus o anche in un semplice furgone in giro per il globo.

30 gennaio 2017

Rock in a Hard Place: RockStore (Hanoi, Vietnam)

RockStore Hanoi - 61 Mã Mây, Hàng Buồm, Hoàn Kiếm, Hà Nội, Vietnam

*
Situato in uno dei quartieri più vecchi di Hanoi, Vietnam, il RockStore è un pub che piacerà sicuramente agli amanti di musica rock! Perennemente aperto, con un bancone lungo sulla destra rispetto all'entrata, il locale vanta due piani e risulta abbastanza ampio. La sua parete in fondo a destra, subito dopo il bancone, è tappezzata di scritte e loghi appartenenti a numerosissime band rock/heavy, dai Metallica ai Ramones fino ai Pantera. Sul lato sinistro invece troverete diversi dischi d'oro appesi alla parete all'interno di cornici in stile quadro, oltre ad alcuni oggetti tipo chitarre. I tavoli in cui ci si siede sono di legno, alcune botti, altri con vetri che ricoprono flyer, volantini o biglietti di concerti.

27 dicembre 2016

Vinylmania #13 - acquisti fino a dicembre 2016

Mi innamoro spesso di una cover di qualche vinile! Le tanto care vecchie copertine dei dischi sono per me come dei quadri da appendere ad ogni parete della casa. E come un quadro, ogni cover trasmette un'emozione, buona o cattiva che sia. Bazzico spesso sui social, sui siti web o in qualche negozio di dischi (ne esistono ancora, anche se pochi) per cercare qualche copertina che susciti in me qualcosa... e se la trovo la acquisto, prezzo permettendo! Prediligo le prime stampe, magari anche un tantino rovinate, ma come un quadro di più valore, sia economico che sentimentale.

Ogni volta che esce un nuovo album attendo un attimo per decidere quale formato acquistare: cd o vinile? Se la cover mi prende, la scelta va sul vinile, visto che ormai ascolto la musica tramite computer, cellulare o in auto, ovviamente con i più comodi mp3. Molte volte acquisto tutte e due le versioni. In primis il vinile. In seguito, quando il prezzo si abbassa, il più comodo cd, in modo da completare una discografia. E' una collezione immortale, iniziata solo da qualche anno ma resa ormai sempre più  ricca ogni giorno che passa. In passato non ho mai amato il vinile: bello ma ingombrante. Gli ho preferito il più comodo cd: suono superiore e tascabilità senza confini. Qualche anno fa è scattata la scintilla. Ho iniziato ad acquistare tutti quei vinili di cui ho amato ed amo la copertina, prediligendo come già detto le prime, costose edizioni. In passato ho venduto una marea di dischi per riacquistarli in cd, fatto di cui mi pento e mi pentirò per tutta la vita. Un vinile è arte! L'arte va custodita, acquistata, collezionata.

Questi sono i miei ultimi acquisti dall'ultima volta, forse ne ho tralasciato qualcosa nel passaggio da una rubrica ad un'altra.

15 dicembre 2016

The 10 Best Live Shows of 2016

Le classifiche non servono assolutamente a nulla! Una volta chiarito questo, ne faccio subito una io, pregando che fra qualche mese (o anche un giorno soltanto!) non cambi idea. Tutti i concerti sono importanti, ma alcuni lo sono più di altri per almeno un miliardo di motivi. Vai con il countdown:



Il gruppo di Joey Tempest è fenomenale in sede live! Se poi aggiungi il fatto che ti fanno tutto "The Final Countdown", una delle più grandi icone della musica anni '80...

13 dicembre 2016

Iggy Pop - "Post Pop Depression - Live at the Royal Albert Hall" (DVD+CD 2016)

Qualche volta ho bisogno di rinfrescarmi la memoria per ricordarmi chi è effettivamente il migliore di tutti! Acquisto raramente dvd di concerti, ma qualche volte lo reputo proprio necessario vista la caratura dell'evento in questione. Un live di Iggy Pop può essere considerato tale, soprattutto se riguarda il tour intrapreso per promuovere quel "Post Pop Depression" uscito quest'anno in cui l'autore in questione ha ricevuto pareri positivi da tutta la stampa specializzata del settore. PPD è un grande album, ammettiamolo! La presenza di quel genietto di Joshua Homme al songwriting e alla chitarra ha giovato positivamente al Pop, regalandoci un album di quelli che hanno il sapore di "vecchio" ancor prima di uscire.
Da un grande album ci si può aspettare solo una grande tournée, ed ecco che questo dvd immortala efficacemente il tutto. Vedere Homme come spalla di Iggy è qualcosa di sensazionale; il cantante chitarrista dei famosi Queens of the Stone Age si amalgama bene con il background di Iggy. Le nuove canzoni si sposano bene con le vecchie hit del Pop, anche perchè, se diamo un'occhiata alla setlist, i due pescano quasi esclusivamente da "The Idiot" e "Lust for life", album di influenza Bowie. Niente brani di natura "Stooges", dunque... forse un po' fuori luogo da questo contesto così particolare.

10 dicembre 2016

The Foreshadowing (Sassari, The Hor Club 09.12.2016)

Avevo già visto i The Foreshadowing appena qualche mese fa a Trezzo, come spalla dei Moonspell. Il loro gothic metal non mi aveva catturato, anche se diverse canzoni non erano affatto male (ok, diciamo che erano piuttosto buone!). La possibilità di rivederli in un contesto più piccolo, stile club, è stata forte; dunque mi sono impegnato per poterli andare a vedere al The Hor di Sassari, locale piuttosto conosciuto che ha il pregio di portare diverse band interessanti, talvolta anche piuttosto famose, nella mia ghost town preferita.
L'inizio del concerto è come sempre un'incognita: si parte un po' prima della mezzanotte, nell'attesa che qualcuno si degni di passare in Piazza Mazzotti una volta chiuso il proprio bar di fiducia. L'affluenza è piuttosto scarsa. Ad ogni modo i Foreshadowing fanno il loro show. La loro prova è buona. Diverse canzoni hanno un'atmosfera particolare, un connubio tra Anathema e i My Dying Bride, se proprio vogliamo cercare un paragone con alcuni gruppi piuttosto conosciuti del genere. Il gruppo è rodato, ormai giunti al quarto album e con diversi anni di esperienza sulle spalle.

6 dicembre 2016

Aerosmith - "Pump" (1989)

Dopo l'ottimo "Permanent vacation", trascinato da una grande hit come "Rag doll", gli Aerosmith diedero alla luce "Pump", uno dei dischi più venduti della loro carriera. Dalla reunion del 1984, dove il gruppo di Steven Tyler ritornò ai vecchi successi grazie ad un'energia nuova presente all'interno della band e incanalata in nuove ottime songs, "Pump" è la prova definitiva del loro ritorno sopra il Monte Olimpo del rock. Costituito da 10 canzoni tutte potenziali hit, "Pump" ci mise molto poco a convincere i fan degli Aerosmith che i Toxix Twins (il duo Tyler-Perry. nda) avevano ancora da dire qualcosa e non avevano definitivamente posato la corona, sconfitti dai fumi di quelle droghe che li hanno sempre minacciati nel corso della loro lunga carriera. Il songwriting, vero, era cambiato, costruendo canzoni di sicuro impatto commerciale ma ancora dotate di quella forza che solo gli Aerosmith potevano avere. I tempi di "Sweet emotion" e "Walk this way" sono ormai lontani, perciò era giunto il momento di iniziare una nuova era di successi, scontrandosi con tutte quelle nuove band che in tutto quel tempo avevano provato a togliere lo scettro agli Aerosmith, pur ispirandosi ad essi.

30 novembre 2016

G.Rossi - "Epic - genio e follia di Mike Patton" (Tsunami ed. 2016)

Difficilmente ci metto così tanto tempo a finire una biografia dedicata a qualche musicista a me caro... Ho iniziato "Epic" prima dell'inizio dell'estate e solo ora tra lavoro, altre letture e concerti l'ho conclusa. L'ultima fatica del buon Giovanni Rossi è un tomo che comprende tutta la lunga carriera di quel genietto di Mike Patton, cantante dei più famosi Faith no More. Se non sapete di quale gruppo sto parlando, forse è meglio che ritorniate ad ascoltare la discografia di Vasco, a cui sicuramente stavate dedicando il vostro tempo qualche minuto fa. I FNM sono una band semplicemente unica, riunitasi da poco per fare diversi concerti e un nuovo album davvero interessante ("Sol invictus". nda). Tuttavia, per non dilungarmi troppo su di loro, occorre dire che questa non è una biografia sul gruppo in questione, ma appunto sul loro eclettico cantante.

23 novembre 2016

Amon Amarth + Testament (Milano, Alcatraz 21.11.2016)

Due giorni dopo il concerto degli Europe a Roma, non potevo non andare a vedere gli Amon Amarth a Milano, con una spalla di lusso come i Testament. Il gruppo di vichinghi capitanati dal corpulento Johan Hegg è sempre stato mio oggetto dei desideri; vuoi che ho sempre avuto la curiosità di vedere un gruppo simile in sede live, vuoi che adoro la cultura e la storia vichinga, vuoi che devo vederli per forza! Gli AA erano da diverso tempo nel mio mirino... e ho approfittato della trasferta romana per poterli finalmente vedere in un double un po' atipico ma efficace (Amon + Europe. nda).
Gli Amon Amarth fanno un genere piuttosto particolare! Non è "viking metal", non è "death metal", o almeno nel senso classico del termine. Il loro genere mi sembra un thrash melodico cantato in un growl nemmeno tanto pesante, ma questa affermazione può avere il tempo che trova! I loro lavori sono comunque interessanti... e dal vivo non devono essere affatto male, visto le recensioni sempre positive presenti sulle migliori testate web del genere.

22 novembre 2016

Europe (Roma, Atlantico 19.11.2016)

Avevo già visto in passato gli Europe nel bill di un vecchio Gods of Metal, insieme a Judas Priest, Whitesnake, Mr Big e molti altri. Il loro show è stato davvero un concentrato di energia, con i nuovi pezzi che si sposavano perfettamente con i vecchi classici, sicuramente più commerciali ma sempre di forte impatto. Il gruppo di Joey Tempest dal vivo non delude mai ed anche questa volta, a distanza di cinque anni, ha dato una gran prova di carattere, mostrando ai loro fan una band che ha ancora parecchio da dire.
Il 2016 è poi un anniversario importante per la band svedese, in quanto sono passati ben 30 anni dall'uscita di un mito: "The Final Countdown", ovvero l'album che li ha portati nell'Olimpo del rock, scalando classifiche su classifiche e dando ai posteri una canzone che per molti è l'inno stesso degli anni 80. TFC è una di quelle canzoni che non puoi non conoscere! La si può odiare, criticare o osteggiare, ma non si può non riconoscere l'impatto che ha avuto su un'intera generazione. L'album da cui è tratta, inoltre, è un piccolo capolavoro, ricco di hits di successo ma semplicemente di un hard rock leggero facilmente masticabile dalle masse.

30 ottobre 2016

Ugly Kid Joe + Dallas Frasca (Bologna, Zona Roveri 27.10.2016)


Prima volta che vedo gli Ugly Kid Joe in suolo italico! La prima, indimenticabile, fu durante un viaggio a Dublino, con i nostri in veste di headliner accompagnati dal gruppo di Duff McKagan. La seconda fu una trasferta in Svizzera, questa volta come spalla degli Skid Row (leggi qui!). La terza (oggi) è quella della consacrazione, nientemeno che nella vicina Bologna, in Zona Roveri. Non aggiungo altro di quanto detto in post precedenti su questa location: buona per diversi motivi, pessima per alcuni (audio e impianto luci non all'altezza). Il mio interesse va subito al gruppo di Whitfield Crane & Co...
I precedenti show visti in passato in terra straniera mi fanno ben sperare: gli UKJ sono una macchina da palco ben oliata, con un Whit capace di esaltare la folla come pochi. Tuttavia il tempo passa e devo notare che il frontman della band inizia a subire il corso del tempo: pancetta pronunciata, più staticità fisica, considerando che le volte scorse non stava fermo un attimo sul palco e saltava quasi fin sopra le pareti come una cavalletta impazzita. I nostri eroi invecchiano, questo è il punto dolente! Ma gli UKJ nonostante tutto sono stati autori di una grande prova...

27 ottobre 2016

Koushun Takami - "Battle Royale" (Oscar Mondadori, 1999)

Film, manga, anime, videogiochi, romanzi; centinaia di copiatori ed estimatori (non ultimo il successo mondiale di "Hunger Games", di cui l'autrice ha sempre negato di essersi ispirata ad esso nel comporre la sua fortunata saga bibliografica e cinematografica) con il passare del tempo hanno utilizzato il romanzo di "Battle Royale" come fonte di ispirazione per produrre opere di indubbio successo. Ad oggi Battle Royale è il romanzo più venduto come copie in Giappone di tutti i tempi, nonostante la sua storia cruda e violenta. L'opera, datata 1997, è stata pubblicata soltanto due anni dopo, visto il suo forte contenuto di tipo sociale e politico ed è stata l'unica ad essere venuta alla luce dalle mani del suo autore. Ma di cosa parla esattamente questo controverso romanzo?

20 ottobre 2016

Rage Against The Machine (Modena, Stadio Braglia 14.06.2008)

Questo è stato uno di quei concerti che ha lasciato il segno, sulla mia pelle e su quella di venti mila metalheads quel giorno presenti a Modena, anno 66 dalla nascita di Jimy Hendrix (molto più importante e significativa di quella di un certo JC! nda). Sono anni che devo scrivere questa recensione, ma l'ho sempre lasciata lì, dentro il cassetto... che poi sarebbe nient'altro che la mia testa vuota.

15 ottobre 2016

Steel Panther (Ancienne Belgique, Bruxelles 12.10.2016)

Non pensiate che sia venuto qui a Bruxelles per vedere gli Steel Panther, anche se un'opportunità simile non poteva certo sfuggirmi... Prima ho prenotato il viaggio, poi ho beccato questa data nella capitale belga. Nonostante i tempi fossero contro di me, sono riuscito comunque ad arrivare in tempo, comprare un biglietto a prezzo discreto visto il sold out di questa gig, vedermi una delle band più pazze in circolazione in uno dei concerti più belli di un'intera stagione.

11 ottobre 2016

Red Hot Chili Peppers (Casalecchio di Reno, Unipol Arena 08.10.2016)


Ultimi concerti di fine estate... ed anche i Red Hot Chili Peppers riescono a finire sulla mia fortunata lista di quest'anno! La band di Flea mi è già sfuggita parecchie volte (l'ultima 4 anni fa a Milano, in un HJF dove sono andato a vedere "soltanto" i mitici Cure) ed era ormai da tempo che l'attendevo al varco. Premetto che le performance dei Red Hot in sede live non hanno una bellissima fama: la band già da diversi anni non è quella che solcava i palchi di mezzo mondo a ritmi funky presi da "Mother's milk" e dai primi, bellissimi album. I Red Hot hanno attraversato diverse fasi nella loro carriera: dai tempi tossici con Hillel Slovak, a quelli ancora più tossici con il primo Frusciante, che li ha portati alla consacrazione con il mastodontico "Blood Sugar Sex Magic" (o con il tormentone "Under the bridge", scegliete voi!), a quelli tossici di Anthony Kiedis, che a differenza degli altri ripercorrono tutta la carriera dei Red Hot indistintamente. Ho sempre amati i vecchi album dei RHCP: dai primissimi gioiellini fino a "Blood Sugar", dalla parentesi con Navarro di "One hot minute" al ritorno di Frusciante con il commercialissimo "Californication". Poi i RHCP si sono un po' persi, cullandosi sotto il loro profilo di rock star mondiali e generando album modesti. Le loro performance live ne hanno risentito parecchio... e diverse voci piuttosto attendibili mi hanno sempre detto che dal vivo effettivamente non sono poi questo granchè!

3 ottobre 2016

Moonspell (Trezzo sull'Adda, Live club 02.10.2016)

Finalmente i Moonspell! Tra date invernali, assenza totale in festival italici, location sempre verso la Lombardia ed il Piemonte, mi è sempre stato difficile andare a vederli in passato vista la situazione. Il combo portoghese ha varcato diverse volte i confini della nostra nazione, ma le loro date non sono mai combaciate con i miei impegni. Quale occasione dell'approfittare del loro tour "nostalgico" per poterli vedere finalmente dal vivo, dopo aver concluso un tour in promozione al loro ultimo album ed iniziandone uno nuovo di zecca, stavolta incentrato interamente sui pezzi di "Wolfheart" e del gioiellino "Irreligious".
L'unica data italiana è stata posta, ovviamente, nel Live Club di Trezzo sull'Adda, una location che ormai è diventata meta obbligatoria per tutte quelle band che passano in Europa e non vogliono addentrarsi troppo all'interno del nostro stivale. L'Italia, si sa, oltre ad avere un pubblico pessimo, gusti musicali abominevoli ed essere una nazione corrotta e marcia fino al midollo, ha una forma che non le si addice affatto per quanto riguarda gli spostamenti interni in bus o altri mezzi di terra. Va bene per altre opportunità, ma non certamente per quelle di stampo musicale internazionale. Milano ed il suo hinterland sono sicuramente la soluzione più comoda per tutte quelle band che si vogliono affacciare sulla nostra penisola... ed è decisamente un miracolo quando le date si spingono fino a Padova o Bologna, per non parlare di Roma o ancor più giù. La Sardegna poi è un caso a parte: un'isola enorme praticamente disabitata con dei collegamenti di terra, mare ed aria che fanno ridere, oltre ad essere cari e sporadici. Tuttavia anche la mia isola ogni tanto e miracolosamente ospita qualche band di pregevole fattura, ma questo è tutto un altro discorso su cui non voglio ritornare...

20 settembre 2016

The Who + Slydigs (Casalecchio di Reno, Unipol Arena 17.09.2016)


La prima volta che gli Who si esibirono a Bologna risale all'ormai lontano 1967, in una data svoltasi nell'allora Palazzetto dello Sport. Io nel '67 non ero ancora nato, ma in quegli anni Pete Townshend e soci mettevano già a ferro e fuoco il mondo intero con il loro rock energico e genuino. The Who, ovvero una leggenda della musica di altri tempi. La loro "My Generation" ha infiammato un'intera generazione, diventando un punto di riferimento per il rock di quegli anni... il miglior rock in assoluto! Non ci sono ancora i Led Zeppelin, i maestri assoluti, ma la loro influenza si fa sentire! La musica e gli show degli Who sono un'esperienza unica e soltanto chi ha vissuto davvero quegli anni d'oro può capire di che cosa stiamo effettivamente parlando...

20 agosto 2016

Ministry (Nijmegen NE, Doornroosje 14.08.2016)

E' possibile spendere più di 400 euro per stare due giorni in Olanda, prendere quattro mezzi differenti e andare a vedere uno dei gruppi storici che hanno segnato la tua giovinezza di metalhead? Direi di si, visto che ho compiuto questa pazzia soltanto per vedere finalmente uno show dei Ministry, gruppo industrial metal rumorista di Chicago capitanati dal truce Al Jourgensen. Chi mi conosce bene sa che la formazione in questione è sempre stata uno dei miei pallini fin da quando ero minorenne, rapito dalle liriche e dalle musiche sfrenate e martellanti della formazione americana. Fin dagli inizi i Ministry hanno suscitato in me una grande attrazione; la loro musica di genere industrial, frutto di influenze della vecchia scuola elettronico rumorista degli anni 70, ha influenzato notevolmente la musica metal rilanciando un genere a quei tempi silente. I Ministry sono diventati il gruppo di punta di un nuovo movimento, mandato avanti con i loro primi, acerbi lavori fino alla maturità acquisita con "The Land of rape and honey", il bellissimo "The Mind is a terrible thing to taste" ma soprattutto con il capolavoro "Psalm 69" che li ha portati alla ribalta in campo internazionale.

13 agosto 2016

Blaze Bayley (Torreglia, Padova Metalfest 07.08.2016)


"I'm Blaze Bayley and I will destroy Padova!" - così si presenta al pubblico di Torreglia l'ex cantante degli Iron Maiden! No, non Paul Di Anno, ma Blaze Bayley, quello di "X Factor" e "Virtual XI". Quello, per intenderci, che questo inverno è venuto fino a Sassari per fare un piccolo set acustico con il chitarrista Nazzareno Zacconi (se non sai di che cosa sto parlando, vai qui e leggi! nda.). E' raro che io veda un nome degno di nota prima a Sassari che nel resto del mondo; tuttavia anche queste cose possono accadere, in un mondo infestato dalla musica di Gigi D'Alessio!

31 luglio 2016

Testament (Segrate, Circolo Magnolia 30.07.2016)


La mia prima volta al Circolo Magnolia di Segrate, Milano, vede la presenza dei grandissimi Testament, reduci da altre due date estive nel suolo italico. Non ho mai avuto prima d'ora l'opportunità di vedere questa location a ridosso dell'Idroscalo di Milano: un circolo, sicuramente ex discoteca, con una zona esterna piuttosto ampia, adatta per contenere una capienza da concerti di medio-basso livello. Preciso subito: con il termine "livello" intendo il numero di possibili partecipanti presenti all'evento, anche perchè i Testament di Chuck Billy hanno da parecchio tempo consolidato il loro livello su degli standard decisamente alti. Quest'anno la band californiana ha toccato i trentatre anni di attività. Tra alti e bassi, qualche cambio di line up e alcuni graditi ritorni, i Testament ancora oggi fanno dischi di buon livello. L'apice della loro carriera, inutile dirlo, è già stato superato con i loro primi lavori; perle come "The New Order" o "Practice what you preach" non mancano nelle collezioni dei thrashers di mezzo mondo, ma anche album controversi come "The Ritual" o di ritorno alla "The Formation of Damnation" hanno un grandissimo livello qualitativo. I Testament, dopotutto, rimarranno sempre uno dei gruppi più amati dalla folla, anche se, forse ingiustamente, il loro status non li ha mai portati al livello dei cugini Megadeth e soprattutto Metallica.

24 luglio 2016

Fosch Fest - Day 2 (Bagnatica BG, 23.07.2016)

La prima volta che andai al Fosch Fest, neonato festival di genere folk con sede a Bagnatica (BG) ad ingresso gratuito, fu per vedere gli svizzeri Eluveitie. A quel tempo la loro spalla furono i grandissimi Folkstone, che devo dire quel giorno non mi fecero affatto una grandissima impressione... Le cose cambiano: oggi i Folkstone sono per me quanto di meglio il panorama italiano possa offrire, mentre il Fosch Fest da piccolo festival di culto è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per tutti i metalhead della penisola. Non solo: il suo bill non ha più una priorità di stampo folk come agli inizi, ma si è aperto ad altri generi più mainstream, ospitando Carcass, Satirycon e gruppi sempre più differenti rispetto al target iniziale.

19 luglio 2016

David Bowie Is - Appunti su una mostra perfetta (Bologna, MaMBO 17.07.2016)

Nel corso di pochi anni ho recensito parecchi concerti a cui ho avuto la fortuna di assistere, tuttavia non mi è mai capitato di recensire una mostra! Certo non tutti i giorni capita di visitarne una dedicata ad un artista musicale. Bowie però non era soltanto un semplice cantautore, o se volete una rockstar: era uno show man, un artista eclettico a 360° che non si è mai fermato davanti ad un limite. Cantante, musicista, attore, regista, costumista... devo continuare? La sua mania di controllo lo ha portato a misurarsi praticamente in tutti i campi conosciuti da mente umana. Bowie era un acuto osservatore: di libri, di arte, di cinema, di qualsiasi cosa suscitasse la sua curiosità. I suoi spettacoli, le sue copertine, i suoi testi e le sue musiche venivano influenzati da tutto ciò gli destasse un minimo interesse. Prendiamo ad esempio il libro "1984" di Orwell, a cui il Duca Bianco si ispirò per creare il suo "Diamond Dogs", oppure il teatro kabuki, da cui prese i costumi, le maschere, le scenografie per alcuni suoi show. Bowie ebbe tanti periodi nella sua lunga e prolifica carriera... Che dire degli anni berlinesi, accompagnato da un folle Iggy Pop, da Brian Eno, da Visconti che lo portò a creare la trilogia di album più eclettici della sua seminale discografia? Possiamo ignorare il periodo di Ziggy Stardust, uno dei tanti personaggi che portò al successo, per poi essere ucciso da Bowie stesso?

18 luglio 2016

Whitesnake + Airbourne (Villafranca di Verona, Castello Scaligero 14.07.2016)

Villafranca di Verona: una città che ho chiamato casa per ben due anni. Il suo castello Scaligero, situato proprio nel bel mezzo della cittadina, ospita da ormai diversi anni un festival estivo che richiama ogni anno grossi nomi come Rammstein, Placebo, Deep Purple, Lenny Kravitz, Litfiba. La lista sarebbe piuttosto lunga, ma ci fermiamo qui. Il Castello di Villafranca è una delle location più belle di tutta la penisola e ogni anno non manco mai di farle visita. Quest'anno la cittadina veronese ospita un grande gruppo, una vera e propria leggenda, anche se per me le grosse band sono due. Non dimentichiamoci infatti degli Airbourne, che ho avuto il piacere di vedere per la prima volta lo scorso anno all'Estragon di Bologna. Una band perfetta da accoppiare con quei mostri sacri degli Whitesnake.

17 luglio 2016

Neil Young + Promise of the Real (Piazzola sul Brenta, Anfiteatro Villa Contarini 13.07.2016)


Crosby, Still, Nash e... ? Se la risposta che state per dare è "Young" vi devo fare i miei complimenti: meritate un posto in paradiso (quello per veri rocker, s'intende!). Se invece non avete saputo rispondere ad una domanda così facile... beh, quest'anno a Piazzola c'è anche Max Pezzali. Andate a vedere lui e girate al largo da questo blog! Non mi sto a dilungare su chi sia Neil Young; non starò nemmeno ad elencarvi la sua lunga discografia/carriera da musicista, le sue opere, la sua importanza e soprattutto la sua influenza nel mondo della musica moderna. Gruppi come (uno a caso) i Pearl Jam non si sono mai stancati di etichettarlo come principale influenza nel loro background personale. Addirittura il loro interessamento per il "grande vecchio" ha avuto una pubblicità positiva nei suoi confronti verso la nuova generazione, che ha riscoperto le sonorità di Young e lo ha riportato in auge, se mai ne avesse avuto bisogno...

16 luglio 2016

Slayer (Lignano Sabbiadoro, Arena Alpe Adria 11.07.2016)


La violenza degli Slayer approda finalmente anche nel Friuli! Oltre alle "solite" date di Milano (con special guest di lusso come è consuetudine in tutte le date del milanese) e Roma, questa volta il combo di Kerry King e soci arriva fino all'alto triveneto! Non mi chiedete come una cosa simile sia stata possibile; sta di fatto che la cittadina di Lignano Sabbiadoro (UD), famosa per le sue attrezzature balneari e rinomata meta turistica che si affaccia sul mare Adriatico, ha potuto usufruire di questa particolare data del tour. Che Tom Araya abbia voluto bagnare il suo regale ugello nei mari del nord Italia? Questo a noi comuni mortali non è dato saperlo. Ci basta il fatto che abbiamo avuto la possibilità di vedere gli Slayer in una location ben poco consueta rispetto alle solite...

15 luglio 2016

Lacuna Coil (Piazzola sul Brenta, Anfiteatro Villa Contarini 01.07.2016)

Ho sempre visto i Lacuna Coil come gruppo di spalla di qualche band più famosa, ma mai come headliner in un concerto tutto loro! Eccomi qui dunque in quel di Piazzola sul Brenta, stavolta soltanto per voi, cari Lacuna... Ho già parlato in passato innumerevoli volte di questa location: bella, ampia, con in sottofondo la storica villa e i suoi giardini, un sistema di parcheggi nient'affatto male. La città di Piazzola già da diverso tempo ha capito che ospitare per 2-3 mesi eventi di questo tipo porta nelle casse comunali e private un introito di denaro non indifferente, richiamando nel padovano nomi del calibro di Elton John, Neil Young (di cui fra poco scriverò un report. nda), Queen, Anastasia e anche quel carciofo di Max Pezzali, giusto per fare alcuni nomi. Il concetto di risorsa economica, se Piazzola lo ha imparato bene in poco tempo, è invece straniero a diverse località italiane, immerse nel loro grigiore, nella loro banalità e nella più totale disperazione economica, a scapito di una tranquillità e assenza di seccature dovute, vero, dall'ospitare eventi di questa portata.

14 luglio 2016

Soilwork (San Donà di Piave, Revolver Club 26.06.2016)

I chilometri da fare per andare ai concerti non mi hanno mai spaventato, ma se mi doveste chiedere perché mi sono fatto quelli per andare a vedere i Soilwork a San Donà di Piave, nell'alto veneziano, non vi saprei rispondere con sicurezza. Non sono un loro fan, anche se la loro proposta mi ha sempre incuriosito. La mancanza momentanea di concerto in questo (breve) periodo mi ha portato a muovere il mio didietro e a trovare uno matto quanto me per sobbarcarmi l'onere e i chilometri del viaggio.
Eccoci dunque a San Donà, località che conosco più per motivi lavorativi che non per altro. In piena zona industriale sorge il piccolo Revolver Club, o forse sarebbe meglio chiamarlo il Revolver Disco. Questi non è altro che una piccola discoteca con una sala non tanto grande, con ad angolo un piccolo palco alto. L'affluenza non è troppa, anzi, è piuttosto scarsa. Non credo che dentro il locale ci siano più di 200 persone. I Soilwork, al mio arrivo, si trovano nella piccola zona fumatori esterna: tranquilli, birra in mano, si fanno quattro chiacchiere prima del loro show. Una foto con Speed, corpulento e pelato cantante, è d'obbligo...

23 giugno 2016

Sick of it all (Bologna, Freakout Club 22.06.2016)

Volete un gruppo che vi spacchi i timpani da inizio a fine concerto? Volete un gruppo che vi dia la possibilità di salire sul palco e cantare insieme al proprio, esagitato singer? Volete un gruppo dove il crowd surfing è considerato un obbligo, se non una religione? Se avete passato le vostre notti insonni per trovare la risposta a tutti questi quesiti, la soluzione può essere una sola: andate a vedere un concerto dei Sick of it all!
Cercate sul dizionario le parole "Hardcore punk newyorchese" e vi apparirà misteriosamente la faccia di Lou Koller, deformata da un urlo che sembra quello di Munch. Andate a vederli sotto il locale puzzolente di casa vostra, e osserverete come quel quadro di Munch si muova sul palco, urlando a squarciagola dentro il microfono insieme ai suoi discepoli. I SOIA sono tutto questo, ma anche molto di più! Devo tornare indietro nel tempo al festival di Rho capitanato dagli spenti System of a Down per ricordarmi la prima ed unica volta che vidi questi quattro del Queens esibirsi davanti ad una folla ben più grande di quella di ieri sera. Del resto loro sono fatti così: che sia l'Hellfest o un piccolissimo locale/circolo di Bologna, i SOIA suonano dove ..... gli pare! Ed il concerto di ieri è stata una vera e propria mazzata fra i denti...

18 giugno 2016

Jane's Addiction (Milano, Fabrique 15.06.2016)

Il miglior concerto di quest'anno! Sorpresi? Se lo siete, forse non conoscete o non sapete chi siano i Jane's Addiction di Perry Farrell. Dopo due giorni in giro per l'Italia per concerti, concludo la mia tre giorni a Milano, per lo show più lontano, ma anche quello più atteso. Quanto tempo ho aspettato per vedere uno dei gruppi più geniali di tutti i tempi? Un'eternità, o forse anche di più! I Jane's Addiction sono un gruppo che ha fatto la storia di un genere, ma che si è sciolto troppo presto, in uno di quei rari casi in cui una band molla tutto all'apice del suo successo. Autori di tre dischi fuori dal comune, costituiti da uno dei migliori frontman che siano mai apparsi su questa Terra, dotati di un chitarrista abile quanto poser e una sezione ritmica da cardiopalma, gli Addiction potevano essere chiunque e prendersi quello scettro che in seguito è andato a finire, meritatamente, sulle mani dei Pearl Jam. Potevano essere e diventare qualsiasi cosa avessero voluto, ma l'instabilità all'interno della stessa band non lo ha permesso, lasciandoci orfani di un vero e proprio mito.

17 giugno 2016

The Offspring (Rimini, Park Rock 14.06.2016)

Guardando la strada dall'alto di un carro attrezzi, il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato che gli Offspring sono un gruppo maledetto... almeno per me! Già diverse volte il combo californiano è riuscito a dribblare la mia presenza ad un loro concerto ed aspettavo da diverso tempo la volta buona per andarli a vedere. Rimini non è vicinissima, ma volete mettere il fatto di sfatare una vera e propria maledizione che è durata ormai diversi anni? Una ruota bucata in autostrada e il relativo passaggio sul carro stavano smorzando anche questa volta le mie speranze, se non fosse per la caparbietà del mio socio in concerti, sicuro nel voler sfatare una giornata iniziata male che si stava per concludere ancor peggio! Persi i Pennywise, senza neanche troppi rimpianti, ci facciamo 200 km e arriviamo prima dell'inizio degli headliner della serata, in barba alla malasorte...

16 giugno 2016

Black Sabbath + Rival Sons (Verona, Arena 13.06.2016)

La mia presenza a questo giro dei Sabbath non era affatto prevista, ma è difficile dire di no ad un loro concerto a soli 90 km dalla mia dimora, in una cornice spettacolare come l'Arena di Verona. I biglietti sono andati esauriti in pochi secondi, come ormai vuole la consuetudine malsana del bagarinaggio online. Tuttavia è piuttosto facile trovare davanti all'arena persone in cerca di fortunati (io!) a cui vendere un biglietto in eccesso, orfano di qualcuno che non è potuto essere lì presente per una marea di motivi di cui non mi può fregar di meno.
Dicevo: i Black Sabbath sono al loro ultimo tour, anche se effettivamente non ci crede nessuno! Già da parecchio tempo il buon Ozzy ha fatto il suo concerto d'addio alle scene live, per poi ritrovarcelo ogni anno in giro per il mondo, come solista o con il suo gruppo storico per antonomasia. Ci metto zero secondi per decidere di salire a Verona, meno di un'ora per stare dentro l'arena. Della bellissima Arena di Verona ne ho già parlato in un post riguardante il concerto di Ennio Morricone di diversi anni fa (andate a leggervelo, su!): ottima acustica, location come poche dal punto di vista visivo, ma si deve stare purtroppo seduti o al più in piedi davanti al proprio seggiolino. I biglietti sono carissimi, costano quanto un chiodo di Cristo. Ma l'ultima volta (forse!) dei Sabbath vale questo sacrificio economico...

10 giugno 2016

Band tributo & Cover band: gioia o dolore?

La questione delle band tributo o delle cover band in generale si perde nella notte dei tempi! Il quesito è: sono veramente necessarie o danneggiano l'ambiente musicale, in special modo quello rock? Diverse volte, andando a parecchi, troppi (o troppo pochi?) concerti mi è stata posta questa domanda. Premetto che non ho niente contro le band tributo e soprattutto le cover band, anzi! Ho fatto diversi chilometri nel corso del tempo per vedere non soltanto band "originali", ma a volte anche buone band che tributavano in tutto e per tutto i loro beniamini preferiti, partendo dai Rammstein, agli ACDC, ai Pantera, Metallica, The Police, Iron Maiden (innumerevoli!) e chi più ne ha più ne metta! Ma sono davvero indispensabili? Non è forse meglio andare a vedere piccole e grandi band autori di pezzi originali? E' vero che la presenza di questa tipologia di gruppi "ruba" il posto in sede live ad autori che cercano di farsi strada nella musica con le loro personali proposte?

4 giugno 2016

Gods of Metal 2016 (Monza, Autodromo 02.06.2016)

Dopo qualche anno di pausa, ritorna il festival metal italiano per eccellenza: il Gods of Metal, questa volta in una location completamente diversa rispetto alle edizioni passate: l'autodromo più famoso d'Italia, ovvero quello di Monza! Da un iniziale festival di due giorni, a causa del forfait dei Kiss, è stato purtroppo ridotto ad una singola giornata. Com'era questa nuova location, le band, l'organizzazione e tutto il resto lo andremo a vedere in questo piccolo report, diviso per sezioni:

La location: l'autodromo è un posto certamente affascinante, ma non pieno di difetti. Iniziamo comunque dalle cose buone, come si suol dire. Il parco, polmone verde della Brianza, è davvero suggestivo, immerso in un verde che più verde non si può! L'area è ottima per fare concerti, anche perchè ne è stata usata soltanto la minima parte per allestire l'intero festival. Tutto sembra perfetto, peccato che l'entrata e l'uscita, come al solito, non siano state curate, in barba a tutte le disposizioni di sicurezza presenti in Italia.

29 maggio 2016

Steve'n'Seagulls (Bologna, Zona Roveri 24.05.2016)


Volete andare a vedere una band di cinque pazzi vestiti da agricoltori scandinavi? Volete ascoltare i grandi classici eseguiti in salsa agricolo-folk, magari con una massiccia dose di humour finnico? Se tutto questo fa per voi, non potete mancare al prossimo concerto degli Steve'n'Seagulls, gruppo proveniente dalla gelida Finlandia, terra in cui tutti ascoltano metal, black e perfino glam rock! Se il loro nome vi è sconosciuto, una puntatina su Youtube è d'obbligo; i loro video, un misto tra comicità, scene bucoliche e pazzie variopinte, hanno spopolato sul web già da tempo, costruendo pian piano un piccolo seguito dietro questa piccola (ma mica tanto) band di provincia.